lunedì 22 maggio 2017

Scusi ma lei che ne sa?

Oggi vi racconterò una cosa che mi ha fatto sorridere. Su Twitter scrivo una frase (anche abbastanza scontata):

"Il vaccino esavalente non è "sei vaccini" ma "un vaccino che protegge da sei malattie".

Un'ovvietà per chi conosce il tema ma che qualcuno potrebbe trovare interessante. Tutto qui. La sorpresa è arrivata quando un lettore mi ha risposto:

"Scusi ma lei che ne sa?".


Che è giusto.

Il lettore vede che un medico dice una cosa sui vaccini (quindi un tema strettamente medico) e si chiede "ma cosa ne sa?" (e chi dovrebbe saperle le "cose mediche"?), perché per lui, probabilmente, la notizia che ho dato è incomprensibile, forse perché ha letto da qualche parte una cosa diversa o perché, non conoscendo l'argomento, si era fatta un'idea tutta sua.
La mia frase quindi è per lui un mistero, una cosa strana, difficile da comprendere e, dal suo punto di vista, sto contraddicendo la sua realtà. E chi sono io per farlo?
Come faccio a sapere una cosa così importante, tanto importante da smentire una convinzione? "Scusi ma lei che ne sa" è una frase che dice tutto.
Che spiega internet, i social, l'ignoranza diffusa. Che mostra la difficoltà di comunicare, di spiegare, di fare capire e di capire gli altri.
La persona che chiede al medico "lei che ne sa di una cosa medica" è il ritratto di chi, oggi, legge, cerca di capire e viene bombardato da mille notizie e scoop e non sa di cosa sta parlando e soprattutto con chi sta parlando.
Su internet siamo tutti medici, tutti ricercatori e studiosi, tutti sanno tutto. Un medico "vero" è in fondo simile ad un medico "auto nominatosi" medico o ad un naturopata, un pranoterapeuta, un cristalloterapeuta o un iridologo. Siamo tutti "operatori della salute". L'ignorante di cento anni fa, era ignorante perché non aveva nessuna informazione, gli mancavano del tutto le notizie. Quello di oggi è ignorante perché ha troppe informazioni e gli mancano i mezzi per selezionarle.
Dal punto di vista dell'utente che mi ha chiesto "lei che ne sa", io, un medico o un pranoterapeuta, siamo sullo stesso piano, anzi, forse il pranoterapeuta è considerato anche più "libero" da condizionamenti, più aperto di mente.
Dall'altra parte del monitor non vediamo camici, cartellini, timbri o documenti che ci diano un riferimento, siamo tutti uguali e, se proprio non capisco una parola, la cerco su Wikipedia. Anche dall'altra parte io percepirò le persone per quello che non sono, non le conosco, non so se chi mi sta dando del "corrotto pagato dalle case farmaceutiche" sia una persona perbene, un povero diavolo o un disturbato, il monitor ci filtra e ci trasforma in "sagome" identiche e per questo parlerò con tutti allo stesso modo. Una persona colta o interessata a capire o curiosa potrebbe trovare la mia informazione iniziale (il vaccino esavalente non è "sei vaccini" ma "un vaccino che protegge da sei malattie) utile, potrebbe rifletterci e scoprire che è molto meno rischioso somministrare sei vaccini in un'unica soluzione che in sei sedute diverse. Potrebbe capire che fare sei vaccini separati espone ad un rischio sei volte maggiore del farli in un'unica volta. Quindi io, in pratica, ho dato un'informazione utile.
Chi invece ha convinzioni maturate in ambienti poco attendibili, chi ha idee sbagliate o non usa la logica o ha poco raziocinio, troverà la mia frase poco credibile, eccessiva, strana. Anche perché, probabilmente, ha letto l'esatto opposto nelle fonti che è solito consultare.

Il lettore quindi non ha detto una cosa assurda (dal punto di vista sociale), oggi chiunque dice la sua sul web ed il titolo di "laureato" all'università di Google ha una sua dignità. Ho provato (vera) tenerezza per quel commento (forse un po' ingenuo e scritto di getto) perché credo che se quella persona si fosse trovata di fronte a me in vesti professionali (con tanto di camice chirurgico), probabilmente mai si sarebbe azzardato a dire una cosa del genere, perché è normale così, sarebbe stato assurdo. Invece su internet si può, succede.

Che poi in sala operatoria nessuno (almeno, a me non è mai capitato) chieda di sostituire il chirurgo con una mamma informata o con un "ricercatore indipendente" questo è diverso, perché in sala operatoria sei in una situazione reale, la "pancia" te la aprono davvero e c'è bisogno di qualcuno che sa cosa fare e come farlo. Su Google spiegano anche come si fa un intervento chirurgico, come si toglie una cistifellea o un'ovaia, si trova tutto spiegato, passo per passo ma mai nessuno deciderebbe (se in possesso delle sue facoltà mentali) di farsi operare da panciolina76 o dal gestore della pagina "curiamoci a modo nostro" perché avrebbe paura, sa benissimo che panciolina76 ha appreso le nozioni in maniera superficiale, incompleta, che non ha nessuna esperienza, che il suo intervento sarebbe, nella migliore delle ipotesi, un disastro. Esattamente come se io, che ho studiato come si incide un addome per tirare fuori un neonato, cominciassi a disegnare, progettare, dare direttive di costruzione di ponti sui fiumi di mezza Italia. Più o meno riesco a disegnare un ponte ma non posso assicurarne la tenuta e la solidità. Ovvio, no?

Il problema è quando questa "cultura" viene esportata nei mezzi di comunicazione, in televisione, quando il laureato all'università di Google viene "promosso" ad interlocutore credibile, a controparte normale di chi invece ha competenza in un campo. Anche questo, probabilmente, è il risultato dell'ignoranza sociale che ci fa vedere tutto realizzabile e raggiungibile. Tutto questo rende la comunicazione, che con internet è diventata velocissima, semplice e rapidamente fruibile, molto complicata, lenta, poco utile.
L'esperto (quello vero) perderà più tempo a spiegare gli errori dell'altro esperto (quello falso) che a diffondere vera conoscenza. Spiegare ad un incompetente un argomento specialistico porta via moltissimo tempo perché presuppone conoscenze enormi, che si acquisiscono con il tempo e lo studio.
Così si realizza un danno imprevisto.
Internet si trasforma da strumento di conoscenza rapida a strumento di disinformazione di forte efficacia. Crea confusione, non fa distinguere vero dal falso, rende complicato informarsi su qualsiasi argomento, si tende ad estremizzare l'informazione.
Chi è più "credulone" leggerà tutto credendoci ed assimilando false informazioni, chi è più diffidente e critico non crederà a nulla e scarterà tante informazioni che invece potrebbero essere utili.
Come si rimedia?
Non lo so.
E non lo so perché non sono un sociologo, non ho mai studiato le dinamiche delle comunità virtuali, ho un'esperienza "sul campo", fatta di sensazioni, impressioni che potrebbero essere giuste ma anche totalmente sbagliate, non ho il bagaglio culturale adatto a capire perfettamente il fenomeno. Se un sociologo mi dicesse "probabilmente bisogna aumentare la consapevolezza dei limiti di internet nella popolazione" io ci rifletterei, non direi mai "e lei che ne sa?". Ma io sono io.
Allora vi lascio così, semplicemente raccontandovi un fatto che mi ha colpito e che lascerà in tutti una riflessione in più.
Così la prossima volta, prima di dire "e tu che ne sai?" ci penseremo due volte.

Alla prossima.

169 commenti:

  1. Alla base di tutto c'è la scarsa preparazione culturale degli italiani. Non parliamo poi di preparazione scientifica e di "health literacy." Quello che è vero è che poco meno della metà degli italiani è in una condizione di analfabetismo funzionale e in questa particolare classifica siamo (purtroppo) fra i primi nel mondo. Per fare poi una battuta sembra che, a proposito di vaccini, ci sia in questi giorni in Italia una epidemia di Effetto Dunning-Kruger

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    1. Oddio, se cominciassimo a parlare di epidemia di Dunning-Kruger, rischieremmo di trovarci pranoterapeuti che sostengono di poterti curare da questa malattia! ;p

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    2. Grazie. Ora conosco il nome tecnico del detto "Il saggio non sa nulla, l'intelligente sa poco, ma il mona sa tutto".

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    3. I sintomi di questi epidemia quali sono? Perchè me li sento già addosso. :D XD ;)

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    4. Ti prego, evita di fare l'esterofilo.
      Perchè su questo argomento ho visto cose peggiori, ad esempio, negli USA.

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    7. Per "Unknown" qui sopra: pur comprendendo le ragioni che la portano a pretendere da ogni medico la spiegazione del perché siano state fatte determinate scelte, non condivido questo ragionamento, per più motivi.
      Innanzitutto è impensabile che ogni volta il medico spieghi al paziente le basi fisiologiche/anatomiche/biologiche che lo hanno portato a una determinata decisione, anche perché sarebbe spesso tempo (del medico e del paziente) perso.
      Poi, e motivazione forse più importante, il medico compie delle scelte anche in base alla sua esperienza: deve raccontare anche questa ogni volta, al paziente?

      Con questo tipo di ragionamento allora bisognerebbe chiedere lumi agli ingegneri che hanno progettato l'aereo su cui si sta per salire, o il viadotto che si sta per attraversare; del resto, ne va della vita nostra e dei nostri cari...

      Non è per fare polemica, ma trovo che in ogni ambito ci si DEBBA affidare agli addetti ai lavori, che altrimenti diventerebbero una categoria inutile.

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    8. Il problema principale che alcuni (molti, tanti, troppi?) camici bianchi molto spesso si atteggiano a simboli del sapere assoluto. E questo purtroppo accade da sempre in tutti i settori, non solo quello medico. A volte copre interessi di potere, ma più spesso, e questo è l'aspetto più amaro, deriva dal fatto di avere, da sapienti, un atteggiamento di disgusto verso l'ignoranza che sfocia nella mancanza di pazienza. Non c'è niente di male ad essere ignoranti, è naturale. Tutti prima di imparare, di acquisire una determinata coscienza siamo ignoranti. L'atteggiamento colpevole semmai è quando l'ignoranza viene assunta a modello virtuoso. Ma è altrettanto deprecabile l'atteggiamento di chi, acquisita una consapevolezza, perde il gesto amorevole di trasmettere la conoscenza. In campo medico questo si evidenzia negli atteggiamenti in cui il paziente riceve in risposta ad un suo disagio, la terapia e basta, a volte (spesso?) esclusivamente sintomatica. Quante volte la diagnosi si risolve in due, tre quattro parole al massimo, a volte incomprensibili. Voglio sperare che sia solo una sorte di pigrizia e non altro. Riguardo al vaccino esavalente mi viene quindi da porre la domanda " scusi dottore, le ci sa di medicina perché è studiato, allora ce lo dice a noi, che c'è una sola sostanza che non ci fa prendere sei malattie in colpo solo. Roba che neanche il Famila che si ferma al prendi 3 paghi 2!". Personalmente sono curioso di questa versione. Mi piacerebbe che qualche medico mi spiegasse quindi la differenza nella risposta immunitaria che scatena l'esavalente, rispetto ai preparati singoli. Ovviamente la sua opinione di medico, magari condita di studi accreditati in proposito. Giusto per amore di cultura sa, alla mia età posso solo aspettare il vaccino contro l'Alzahimer o altre malattie degenerative.

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    9. E non sono d'accordo di affidarsi in maniera totale agli addetti ai lavori. LA fiducia è una cosa che ogni professionista deve conquistarsi e confermare giorno per giorno. Questo non significa di dover giustificare passo dopo passo le scelte che si fanno per un cliente, si viene assunti e pagati proprio per questo. Ma in qualsiasi momento l'utilizzatore dei miei consigli può farmi una domanda, chiedere spiegazioni ed ha diritto a ricevere una risposta, semplice, schematica, ma chiara. Sull'argomento vaccinazioni non si sta facendo chiarezza sufficiente. Inoltre esiste una messa in discussione più profonda dell'atteggiamento complessivo dell'individuo, nei confronti della medicina che travalica il problema dei vaccini. Rispetto a questo sarebbe opportuna una discussione serena proprio per isolare i ciarlatani. E non aiutano certo decreti punitivi, o radiazioni a crearne le condizioni.

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    10. Condivido e sottoscrivo, parola per parola, di entrambi i suoi messaggi

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    11. Io invece non condivido i messaggi di Mimmo. Ha ragione sul fatto che ci siano medici dotati di empatia pari a quella di un gatto di marmo, e che questo possa inficiare gravemente la qualità delle cure ricevute. Purtroppo esisteranno anche (ed è ben più grave) medici impreparati, superficiali ed approssimativi. La reazione però dovrebbe essere quella di cambiare medico (e magari sporgere una denuncia), non quella di mettere in dubbio la medicina.
      Inoltre la domanda come formulata da Mimmo è legittimata dall'amore di cultura, ed è ben diversa da un "ma lei che ne sa"...

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    12. Anche la mia opinione si discosta un po' da quella di Mimmo, anche se ritengo che la sua sia stata espressa in una maniera coerente e abbia validità in alcune parti.
      Per quanto riguarda i medici è indubbio che ci siano medici più o meno empatici e che questo abbia un impatto importante sul rapporto paziente-dottore, ritengo però importante anche considerare che i dottori sono costantemente alle prese con malattie e persone che stanno male, non è affatto una situazione facile e sul lungo termine questo porta molti dottori a "desensibilizzarsi" per cercare di sopravvivere ad una situazione che è tendenzialmente sempre negativa (daltronde dal dottore o in ospedale si va di solito perchè si sta male).

      Per quanto riguarda il discorso dei ciarlatani o dei medici incapaci a mio avviso la tolleranza deve essere zero, nel mondo come è strutturato oggi abbiamo raggiunto un livello così complesso di nozioni che un non addetto ai lavori difficilmente può avere informazioni "sicure" che gli permettano, senza nessun genere di aiuto, di poter scegliere in completa autonomia fuori dal suo campo(questo non riguarda solo la medicina, ma oramai la maggior parte delle conoscenze umane). Bisogna quindi che chi ha il compito di vigilare sulla capacità e integrita degli specialisti si attivi quando questa manca o e distorta. Dopo anni in cui l'ordine dei medici non ha mai fatto nulla (per sua comodità), ben venga una presa di posizione importante.

      Il punto probabilmente più importante, ma al tempo stesso complesso riguarda la semplicità e chiarezza di risposta.
      Per fare un esempio, la dottoressa a cui mi rivolgo normalmente ama avere un rapporto con i pazienti e parlare con loro, per avere un quadro ampio di come sta la persona, cerca anche di dare spiegazioni sulle terapie (in maniera molto semplice). Io sono assolutamente soddisfatto di ciò, ma questo comporta anche che (ogni volta che devo andare da lei) mediamente devo fare una coda di 2-3 ore perchè si comporta così con tutti. Ciò significa che ci sono una serie di persone che mediamente non vengono curate/non vanno dal dottore, perchè non possono permettersi di perdere quel tempo o arrivano troppo tardi.
      Un ragionamento simile si può trasferire anche nei pronto soccorsi/ospedali, con la differenza che i dottori non hanno a disposizione tutto il tempo che vogliono per il singolo paziente. Sarebbe bello se tutti avessimo il dono della sintesi perfetta (a me manca completamente, per esempio), ma la realtà è ben diversa. La mia impressione è che ci sia solo un modo binario per poter dare le informazioni: 1) un modo estremamente succinto, che permetta di dare le informazioni base, con poca empatia, ma gestendo tante persone
      2) un modo espansivo che invece dia risposte ampie, in maniera empatica, ma a poche persone. E' ovvio che tutti vorremmo essere seguit con il secondo metodo, ma se i dottori sono 10 e i pazienti 1000 non può funzionare.

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    13. Se oggi sono tutti Medici la colpa è soltanto dei medici che con arroganza hanno dato cure senza mai spiegatre ai pazienti ciò che realmente accade quando un vaccino viene iniettato. Il vaccino esavalente è uno ma quest'unico vaccino contiene sei virus differenti che il sistema immunitario dovrà elaborare in un unica volta anzicchè in sei volte differenti, inoltre contiene anche rimedi a malattie che ormai sono considerate rare e chi vuole vaccinarsi contro la polio deve iniettarsi obbligatoriamente tante altre parti. Lei fa tanto la saccente sulla sua affermazione ma è come dire di prendere 6 tipi di pasticcini diversi e metterli tutti nello stesso pacco. Questo non significa che il pasticcino è uno solo e nessuno ti dirà mai che se ne vuoi uno ne devi mangiare sei. Infine mi ha fatto sorridere perchè ripete più volte che la professione medica viene considerata a pari merito di pranoterapeuti o naturopati etc... Mi verrebbe da dire: "Ma lei che ne sa?" Le sa cosa fa un pranoterapeuta? E si chieda perchè alcune persone preferiscono andare da un pranoterapeuta e non più da un medico...

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    14. Ribadisco che trovo mischiare il tema dei vaccini con quello delle cure lo trovo tendenzioso!
      Si sta parlando di prevenzione!!
      Come dire se ho un iPhone da più di 1000 € e non uso l'involucro per proteggerlo dalle cadute che inevitabilmente accadranno perché è un oggetto fragile non ha a che fare con la riparazione successiva che farà il tecnico una volta che il danno è stato fatto!!!
      Non capisco proprio perché confondere i piani.
      Poi sul discorso che la medicina deve attrezzarsi di spiegazioni e capacità relazionale nei confronti del paziente sono molto d'accordo!
      Ma sui vaccini trovo che affidarsi a delle ricerche che non ne conosciamao le fonti e tanto meno la metodologia di raccolta dati potrebbe essere un falso scientifico o ancora peggio una ricerca fatta con le scarpe! Allora non confondiamo prevenzione con cura !

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    15. @anima antica:
      Il vaccino esavalente è uno ma quest'unico vaccino contiene sei virus differenti che il sistema immunitario dovrà elaborare in un unica volta anzicchè in sei volte differenti

      cosa che non causa nessun problema. Quando entra un batterio, intendo un singolo batterio, questo porta con se numerosi "epitopi", ovvero regioni riconosciute dagli anticorpi, e il nostro corpo costruisce anticorpi per quei numerosi epitopi senza nessun problema. A volte sono anche più di sei.

      inoltre contiene anche rimedi a malattie che ormai sono considerate rare e chi vuole vaccinarsi contro la polio deve iniettarsi obbligatoriamente tante altre parti

      rare ma non sconfitte. I patogeni tornano facilmente se si abbassa la copertura.

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    16. il fatto che l'organismo entri in contatto contemporaneamente con 6 o più vettori di malattia(in molti casi solo parti) inattivate non dovrebbe comportare un particolare stress per il sistema immunitario. Ogni giorno ognuno di noi, inclusi i bambini, entra in contatto con centinaia di antigeni diversi, provenienti da virus, batteri e da tutto l'ambiente e non mi risulta che il sistema immunitario abbia problemi a gestirli.

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    17. Faccio il medico da 4 decenni e il complimento piu bello quando si fa una diagnosi un po complicata con riscontro strumentale è "dottore ha indovinato"
      Ogni riflessione la lascio a voi

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    18. Mi scuso per la mia poca dimestichezza ma non sono unknown ma mi chiamo paolo ottogalli

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    19. Mimmo Di Vasta: la predisposizione alla ribellione all'autorità e la confutazione dell'operato, che in sintesi è quello di cui ci hai reso partecipe, rende te e tanti altri escludibili dalla componente della società in grado di prendere decisioni su ampia scala. Nonostante tu abbia capacità più alte della media di comunicare il tuo pensiero e quanto scrivi possa trovare me e altri d'accordo, non riesci ad evitare l'errore che fanno in tantissimi: supporre. Tra le varie brutture, in Italia abbiamo anche ombre di medici che lavorano da cani, pensano solo al denaro e sono pure antipatici, ma questo non può comportare che il cittadino qualunque si prenda la licenza di sostituirsi a tutti i livelli a chi ha studiato Medicina. Perché da lì si passa al sostituirsi a tutti: medici senza frontiere, ricercatori, gli scienziati tutti. Il medico deve conquistarsi la mia fiducia dimostrandomi che cerca di risolvere il mio problema e dicendomi, se necessario, che il problema non si sa se si risolve. Io cittadino qualunque non sono in grado di verificare il suo operato né tanto meno di trovare riscontro della sua diagnosi, potrei farlo solo e soltanto andando da un altro medico. Serio. Io cittadino che entro nel merito e cerco di sostituire la scienza con la mia opinione, sarei solo un presuntuoso e un idiota. Poi è normale che se il medico ti prescrive 10 tachipirine al giorno, l'opposizione la fai: questa è cultura, è intelligenza, è roba che non è appannaggio del cittadino medio. Preoccupiamoci allora di migliorare le conoscenze comuni, stigmatizzare l'automedicina e tutelare noi stessi e la comunità in cui viviamo difendendo, anche poco poco, la RAGIONE e la scienza.

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    20. Mimmo di Vasta, ti auguro di non dover mai arrivare al pronto soccorso in codice rosso e doverti affidare in toto ad un medico sconosciuto, privo della tua fiducia personale ... potresti entrare in un corco circuito mentale da "DSM IV" ...

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  2. beh, mr. jones, gli italiani hanno una scarsa preparazione culturale, ma all'estero spesso è anche peggio. le stupidaggini sulle scie chimiche, la terra piatta, scientology e simili non sono, per fortuna. nate da noi. però non basta a consolarci.

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  3. Un abito non fa il monaco, ma un camice dà autorevolezza. Propongo di partecipare a dibattiti pubblici e televisivi non in borghese, ma in camice bianco: la componente psicologica potrebbe aiutare molto.

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  4. Questo è internet, ma siamo anche ai livelli in cui un cliente che viene da me per riparare un pc e si trova di fronte me (una donna) mi domanda se sono io a ripararli o se li "spedisco" altrove, in qualche centro assistenza, dove (si sa) sono tutti uomini (!!!).
    Quindi sì, un po' la colpa è del web che ci subissa di informazioni, ma in maggior parte è colpa della limitatezza mentale della persona media. Chi si vuole informare, seriamente, non si limita al web.
    Annalisa

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    1. ho fatto la sistemista per anni, e in un albergo dove facevo interventi il portiere, dopo aver farfugliato "il tecnico.. ehm.. la tecnica.."mi chiamò signora tecnico :D
      e un'altra volta un cliente disse al suo collega, pensa,pure io una volta ne vidi una di queste ragazze, lavorava in telecom

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  5. Come bibliotecaria (iscritta all'albo, mica googolata), non ga idea di quanto profondamente le sia grata per questo pezzo. Analisi perfetta. Noi, addirittura, non apriamo pance e non costruiamo ponti. Le lascio solo immaginare quali e quante siano macchiette quotidiane. Di noi hanno poco rispetto anche se ci vedono col cartellino appuntato alla camicia. Siamo quasi invisibili, pleonastici. Con buona pace di chi ti guarda di traverso quando ti scopre "librarian", ah... quello della serie tv???

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    1. Anche io sono bibliotecaria, e so che chiunque abbia un centinaio di libri in casa sua ordinati a modo suo in uno scaffale pensa di poter fare il mio lavoro meglio di me.

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    2. On po' off topic, ma ricordo di una amica che ha una libreria che ha dovuto esaudire un ordine di "un metro e venti di libri con copertina blu..."

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    3. Io di libri in casa ne ho circa 1500, sparsi, e sono talmente incasinati che avrei bisogno di un bibliotecaria che me li organizzasse.
      Però chi ha molti libri, sempre che non li abbia per figura ma li abbia letti, generalmente ha un approccio più ragionato rispetto a quello di chi ha studiato all'università della vita, o a quella di google o a quella della strada.
      Sono molto d'accordo che sia necessario, fatte salve tutte le informazioni e le precauzioni del caso, affidarsi agli esperti: per la medicina ai medici, per le costruzioni agli ingegneri e così via.
      Claudio Ranieri. ( non l'allenatore)

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    4. Io non sono bibliotecario ma sono un lettore vorace e ho una mia libreria personale (ben più di un centinaio di volumi ;-) ) sistemata secondo un mio ordine logico -argomento, autore - e non vi dico che che espressione faccio quando una persona mi dice "ma sono in disordine, non starebbero meglio in ordine di altezza?"...

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  6. a volte basterebbe rispondere col curriculum:
    Utente1: Le carote col limone sono buone
    Utente2: Scusi, ma lei che ne sa?
    Utente1: Sono da 15 anni cuoco di corte dei reali di Spagna
    Utente2: Ah ok, perchè io la sapevo diversa...
    Utente1: Ma lei che ne sa?
    Utente2: Io ho letto su una rivista che sono meglio con l'aceto balsamico.
    Utente1: Naa, il Re di Spagna mi caccerebbe se gli portassi delle carote senza limone.

    Adesso sostituite carote, anni di lavoro in cucina e reali con studi scientifici, anni di ricerca accademica e comunità scientifica internazionale.

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    1. Beh, la differenza è che per le carote il gusto è soggettivo xD

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    2. GRANDISSIMO Andrea. Se metaforicamente un palo di legno di 4 metri potesse uscire dal monitor del "Manuel Colombo" non avrei dubbi dove andrebbe a cacciarsi ^^

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  7. OIBò, ho nascosto il tuo commento, qui non è possibile inserire link a siti non scientifici o di pseudoscienza.
    In ogni caso, se interessato allo studio di cui si parla (che è spazzatura, scritta da uno "scienziato indipendente"), ne parlano in inglese qui (nella seconda parte): http://scienceblogs.com/insolence/2011/05/16/vaccines-and-infant-mortality-rates/

    Saluti!

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  8. Mi complimento con lei per il suo impegno e il suo lavoro.
    Mi permetto solo di dissentire quando scrive che quando "la pancia te la aprono davvero" nessuno chieda "di sostituire il chirurgo con una mamma informata".
    Tragicamente questo succede, e distrugge delle vite. Ad esempio:
    https://www.theguardian.com/us-news/2016/apr/13/followers-of-christ-idaho-religious-sect-child-mortality-refusing-medical-help
    Questi signori hanno la convinzione inamovibile dello zelota, e son pronti a finire o a far finire i propri cari al cimitero per difenderla.
    Mi pare, insomma, che la situazione sia ancora più grave di quanto lei scriva, perché a costoro manca quella sorta di buon senso di fondo a cui credo lei faccia riferimento.

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    1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    2. Beh, ma poi dipende: per operare chi?

      Perché se c'hai una suocera degna del suo nome, ad un certo punto le medicine alternative per curare lei le abbracci eccome - hai visto mai che te la portassero via davvero...

      Si narra di gente che faceva lo stesso per il/la consorte - d'altronde, rispetto ai 30 anni di galera di chi abbia strangolato il partner nel sonno, vuoi mettere?

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  9. Posso garantirti che non basta. Sono ufficiale tecnico di aeromobili e c'è gente che non ha mai visto un elicottero che vuole convincermi che il velivolo sul quale sono qualificato ha dei sistemi che io non conosco, perché lui l'ha letto da qualche parte. E non di dico chi crede alle scie chimiche

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  10. mi sento veramente vicino non alla discussione ma alle conclusioni. medici, scienziati... non siamo noi che possiamo portare avanti la "battaglia per i vaccini" perché quello del vaccino è un pretesto di una discussione più ampia sui temi dell'etica, dell'epistemologia, che chiamano in campo il sociologo, il filosofo, il giurista. figure con più risorse a disposizione per sostenere un discorso profondo ed efficace su questi temi... noi nn possiamo che limitarci a dare opinioni, pareri, verità accanto alle altre (salvo sfogarci)

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    1. Ecco, lei è riuscito ad essere ancora più equilibrato del medico del commento. Complimenti. Accanto ad una "comunità di pratiche" altre ad interaggire per chiarire la questione sotto i molteplici punti di vista (e di significazione) che la realtà (e la cultura) ci consenta.

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  11. "Una persona colta o interessata a capire o curiosa potrebbe trovare la mia informazione iniziale (il vaccino esavalente non è "sei vaccini" ma "un vaccino che protegge da sei malattie) utile, potrebbe rifletterci e scoprire che è molto meno rischioso somministrare sei vaccini in un'unica soluzione che in sei sedute diverse. Potrebbe capire che fare sei vaccini separati espone ad un rischio sei volte maggiore del farli in un'unica volta. Quindi io, in pratica, ho dato un'informazione utile."

    Quindi in realtà non è "un vaccino" ma "sei vaccini" (meglio sarebbe dire una serie agenti immunizzanti) inoculati contemporaneamente. In realtà non è nemmeno cosi, perché le inoculazioni sono tre.

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    1. No, te l'ha appena spiegato. E' uno.

      Scusi ma lei che ne sa?

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  12. Di questo fenomeno ne aveva scritto il buon Debord qui: https://it.m.wikipedia.org/wiki/La_società_dello_spettacolo
    Una lettura interessante, che consiglio a chiunque interagisca con la "post verità" di Internet

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  13. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  14. Credo che internet, come disse il grande Umberto Eco, abbia dato voce a legioni di imbecilli, che un tempo erano confinati al bar;però non so quanto questo sia un male... beh, a breve termine lo è sicuramente, con la comparsa di gruppi organizzati di bufalari, spesso pericolosi, come i novax; d'altro canto, diciamo che ci ha dato la possibilità di renderci conto di una realtà che sottovalutavamo, ossia della pressoché totale ignoranza, in campo scientifico, di una larga fetta di italiani. Io credo che se cominciassimo a rimboccarci le maniche, andando fra la gente, armati di santa pazienza,a fare divulgazione con parole più semplici possibile, un giorno potremmo trovare una società migliore di questa, più preparata e meno spaventata dalla scienza, più collaborativa e ben disposta nei confronti del progresso. Grazie dell'attenzione dedicatami

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    1. Non credo sia così facile, purtroppo: leggendo in questi giorni tanti commenti al tema vaccini, oltre alla solita italica abitudine a dividersi in guelfi e ghibellini (tutti o di qua o di là, senza alcuna mezza misura, a seconda della setta a cui si ha deciso di appartenere) ed all'ignoranza di cui si tratta anche in questo post, ho riscontrato un'aggressività ed una sospettosità preoccupante: in tanti danno per CERTO che dietro a qualunque mossa o decisione governativa (o dei medici, o della scienza in generale) ci sia SEMPRE e SOLO l'interesse: soldi, profitto, fregature. Per cui non si fidano di nessuno (perché poi si fidino dei "ricercatori indipendenti" non si capisce, né si capisce perché non vadano a vivere in Alaska alle prese coi grizzly, invece di affollare le ASL ed approfittare del nostro Sistema Sanitario Nazionale (quasi gratuito), visto che "sono tutti corrotti". Ho letto qualche commento del fronte "scientifico" in effetti un po' supponente, ma temo che con certe teste, che vedono solo complotti ovunque, non serva (più) a niente tentare di ragionare. Preoccupante..

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    2. è preoccupante che anche persone di "rilievo", addetti del settore, oltre a schierarsi, che può essere legittimo, accettino questa divisione bianco/nero e che attacchino altre posizione, cercando di denigrarle con tecniche di comunicazione opinabili.

      Dal mio punto di vista, che può essere di parte (ovviamente), c'è un chiaro attacco dei media e delle istituzioni verso genitori dubbiosi.
      Non credo sia il corretto modo di agire per il bene dell'intera comunità.
      Questi genitori dubbiosi, oltre tutto, è palese ai miei occhi che sono molto informati e disponibili al dialogo, ma il dialogo deve prevedere che potrebbe non esserci sempre un accordo congiunto su un argomento.

      Internet estremizza un cambiamento sociale che è già in atto da parecchio. Il pareggiamento a più livelli degli individui.
      Se si ha interesse a farne parte, a comunicare, a interagire, bisogna adattarsi ai vari punti di vista, che esistono e sono sempre esistiti, ma oggi vengono anche espressi con più facilità... del tipo che non ti bruciano se dici quello che pensi.

      Ahime, mi sforzo di non essere complottista, perchè è un brutto modo di vivere. So che ogni persona è corrompibile o può agire per scopi personali contro il prossimo, ma son convinto che la maggioranza delle persone abbiano valori che reputo positivi nel complesso.

      Purtroppo le condizioni che aumentano questa situazione sono i soldi e le multinazionali, dove le persone singole possono nascondersi, riparate da queste immense strutture.

      Io personalmente mi fido poco delle case farmaceutiche, perché credo in un diverso sistema di cura personale, e vedo che queste aziende sono molto lontane dalla mia visione.
      La mia percezione è quella che si voglia generare nelle persone uno stato permanente di malattia, da curare con medicine.
      Quando avremo tutti la nostra mappa del DNA e scopriremo che tutti abbiamo delle mutazioni più o meno gravi, sarà ancora più semplice.

      Allo stesso tempo, sono assolutamente grato al progresso medico che permette di curare alcune complicazioni specifiche, impossibile in altro modo.


      Solo una nota di folclore: il sistema sanitario non è per niente gratuito, è pagato con le tasse.

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    3. "del tipo che non ti bruciano se dici quello che pensi."

      Sottointeso che quel che si pensa può anche essere una assoluta cavolata, quindi risulta un po' (molto) più complicato filtrare le informazioni.

      Cercando di essere molto riassuntivo credo che un aspetto su cui bisogna lavorare personalemnte per affrontare questo cambiamento sia la tolleranza.

      Andando un po' nel mistico (ma perchè lo faccio?) la verità è sempre dentro di noi, ed è solo nostra, sempre.
      Per me il metodo scentifico è un modo umano per facilitarci il compito di trovare le nostre verità, assolutamente analogo alla religione per alcuni.

      Ok, ora sono pronto per il ban

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    4. Molto informati? Sta scherzando spero...

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    5. Scusa, avevo intravisto una possibile inesattezza a riguardo, volevo dire, molto impegnati nel cercare informazioni

      Anche nel senso che non prendono per buono ogni informazione, sia che provenga dalla scienza ufficiale, sia da ricercatori indipendenti.

      Considerando che anche la scienza è in continua mutazione e che la ricerca ultima è quella sul "campo”, per valutare un vaccino ci vuole una vita, neanche 10 anni sono sufficienti, e quindi? di che metodo scientifico si parla?

      Ora farò una riflessione in parte cinica, ma voglio proprio scriverla.
      e vado ancora fuori tema, ma è il tema che mi preme ora.

      Io mi vaccino, tu NON ti vaccini, sembrerebbe tutto apposto.
      Ebbene no, chi non si vaccina mette a rischio tutti quelli che non possono vaccinarsi.
      Quanti sono in Italia? si sa? sicuro una minoranza.

      Ma chi si vaccina lotta pure per questa minoranza, come mai ho visto, in Italia.
      Tra parentesi credo che sia anche un po' per dividere il forte peso di dover mettere a rischio i propri figli, e quindi il senso di ingiustizia verso chi non lo fa.

      Ma quello che mi sconvolge di più sarebbe lo stato italiano che usa questa strumentalizzazione per portare avanti le sue scelte.
      Ma quando mai si sono interessati delle minoranze in questo modo?
      Ma solo questo non dovrebbe almeno lontanamente attivare qualche segnale di anomalia?
      Non perché non mi fido, ma perché uno stato non può mettere a rischio una popolazione (anche minimamente) per una minoranza.

      E poi lasciano gli adulti senza richiami, quindi la teoria dell’immunità di gregge va a farsi benedire.

      Meglio salvaguardare gli immuno depressi che i bambini vittime di reazioni avverse?

      Meglio introdurre sostanze esterne in un corpo che nasce perfetto a milioni di bambini per gli immuni depressi?

      Meglio spendere miliardi di euro per salvaguardare gli immuni depressi?

      Epidemie??? che gli importa al 90% dei vaccinati?

      C’è una fobia (infondata) sul morbillo e che facciamo? 12 vaccini, micca il morbillo, 12 vaccini (meglio dire antigeni).

      Ci sono troppe contraddizioni.


      A me proprio non torna niente e nessuno è riuscito a farmi cambiare idea.


      Se io stesso fossi immuno depresso o avessi un figlio immuno depresso che farei? non lo so, ma di certo non credo siano loro a richiedere una vaccinazione a tappeto per la loro salvaguardia.


      Poi… andare ad alterare la natura non sempre è buona cosa, anzi quasi mai.

      Gli americani hanno la fobia del morbillo proprio a causa delle vaccinazioni (mia teoria)
      Sono stati vaccinati in massa, e ora il vaccino non fa più effetto (al contrario di chi contrae la malattia)
      Se lo prendono da adulti hanno gravi conseguenze.

      I neonati sono esposti al rischio perché molti anticorpi non passano dal latte materno se si è fatto il vaccino (o passano in maniera minore, mentre passa da chi ha contratto la malattia)

      Quindi il problema è stato proprio il vaccino di massa?

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    6. Non voglio essere estremista, veramente, vorrei solo evidenziare alcune contraddizioni.

      Sono veramente grato al vaccino del vaiolo, al vaccino del tetano, al vaccino della polio, al vaccino della difterite, che hanno aiutato, insieme al miglioramento delle condizioni esterne, al debellamento di alcune terribili malattie.

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  15. Buona sera, vorrei chiedere al blog un commento sulle serie storiche dell'ISTAT riguardo alla mortalità infantile in relazione alle date di introduzione dei vaccini. Grazie
    http://www.istat.it/it/files/2014/01/Mortalita_-sotto_i_5_anni-.pdf

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    1. Per valutare l'impatto delle vaccinazioni non devi guardare le serie storiche di mortalità (il vaccino non è una cura e non serve ad evitare la mortalità di una malattia che dipende da tante altre cose e migliora negli anni per i progressi medici e sociali) ma l'incidenza delle malattie, che è meglio anche guardare singolarmente perché ognuna ha le sue caratteristiche.
      Saluti.

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    2. Ho letto più volte l'obiezione di "AndorNo T" e penso che meriterebbe un post di chiarimento, perché la gente fa un po' di confusione su questa cosa. Nel mio piccolo provo a spiegare la faccenda con un esempio.

      Il grafico linkato da "AndorNo T" si riferisce alla mortalità.
      Che cos'è la mortalità di una malattia? Si tratta della percentuale di decessi sul totale di coloro che hanno contratto la malattia.
      Immaginiamo una malattia che il primo anno colpisce 1000 persone, di cui 900 muoiono.
      Abbiamo una mortalità del 90%.
      L'anno successivo vengono colpite 1000 persone, ne muoiono 800.
      La mortalità è l'80%.
      Poi viene introdotto un vaccino, la gente comincia a vaccinarsi e il terzo anno vengono colpite dalla malattia 100 persone, di cui 70 muoiono.
      La mortalità è del 70%.
      Il quarto anno i vaccinati sono quasi la totalità della popolazione, la malattia colpisce 10 persone e ne muoiono 6.
      La mortalità è del 60%.

      A questo punto, se voglio sapere quanto è stato efficace il vaccino basta quardare i numeri: i decessi nei 4 anni sono 900 - 800 - 70 - 6.
      Un risultato straordinario, giusto?
      Poi quardo un grafico della mortalità e vedo un calo costante: 90% - 80% - 70% - 60%, con scarse differenze dovute all'introduzione del vaccino.
      Ecco perché l'andamento della mortalità non ci può dire nulla sull'efficacia o meno di un vaccino.

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  16. Veramente un bell'articolo molto onesto, molto ben realizzato e molto sincero, i miei complimenti!
    Per la questione internet diciamo che non posso avvalorarmi di vere e proprie competenze a parte le fonti che ho consultato un poco per esami universitari, un poco per interessi personali e in parte affidandomi al mio buonsenso, quindi ecco, mi scuso in anticipo se quello che posto data anche la mia giovane età risulterà carente o mancante.

    Personalmente credo che Internet sia da sempre una realtà estremamente interessante. E' uno specchio della nostra società, ci mostra i meccanismi con cui ragionano le nostre menti e quello che realmente si annida per molti dietro alle interazioni sociali. E' sicuramente vero che la rete da questo punto di vista è il luogo per eccellenza della polemica e della disinformazione, tuttavia credo anche che sia una risorsa se usato correttamente per chi la conoscenza la cerca realmente. E qui insomma, casca l'asino. Ciascuno di noi all'interno della rete può in un certo senso crearsi la propria realtà. Algoritmi matematici scandiscono video consigliati e pubblicità che si ritengono più appetibili e questo in un certo senso ci crea una realtà fatta su misura che permette in alcuni casi ad alcune realtà di far fiorire conversazioni estremamente interessanti, in altri di persistere nei propri schemi mentali.

    Trovo tuttavia che sia un fenomeno normale, che si normalizzerà nel tempo. La mancanza di un'educazione nel selezionare fonti e la presenza massiccia per quanto ne so io (che è sicuramente poco) sono fenomeni che sono cresciuti con l'avvenire della rete. Credo insomma che sul lungo termine il problema (che sta crescendo, viste le disposizioni recentissime di community come youtube e di google in termini di banner e prese di posizioni di sponsor vari su contenuti ritenuti "controversi") si risolverà. Il che però non avrà effetto solo sulla rete, ma anche sulla società. L'analfabetismo funzionale diventerà la grande battaglia del nostro secolo, col risultato che poi la conoscenza ma in generale un po' tutti i campi del sapere tenderanno a incontrarsi più facilmente.

    Poi per carità, io sono un inguaribile ottimista che resta stordito davanti all'utopia di uno Star Trek ma non ritengo la cosa così irrealizzabile :)

    Rinnovo i miei complimenti per l'articolo veramente simpatico e sentito!

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  17. Dottore, scusi una domanda. Dire che l'esavalente è un vaccino che copre sei malattie, o dire che è sei vaccini in uno è così diverso??
    Ho sempre saputo che il principio di ogni vaccino consiste nel somministrare una piccola dose di virus per stimolare la risposta immunitaria del paziente e creare così una memoria immunologica atta a contrastare più efficacemente un secondo contatto con l'antigene. Quindi se copre sei malattie suppongo, ma per questo chiedo conferma a lei, che vengano somministrati sei virus in un unico vaccino

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    1. Dire che l'esavalente è un vaccino che copre sei malattie, o dire che è sei vaccini in uno è così diverso?

      È diverso perché se tu dovessi fare sei punture per proteggerti dalle malattie dalle quali protegge l'esavalente (sarebbero in realtà 10 punture perché 10 sono gli antigeni contenuti nell'esavalente), ripeteresti per 6 volte l'inoculazione degli antigeni, eccipienti, adiuvanti, rischieresti non una ma sei volte la reazione allergica, senza considerare costi economici ed organizzativi, impegni, tempo e stress moltiplicati per sei.
      L'esavalente in un'unica iniezione copre le sei malattie, farlo in sei incontri ripetuti non cambia nulla dal punto di vista medico e quindi non conviene a nessuno.

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    2. Buongiorno, apprezzo molto l'apporto in un momento di confusione così grande, e sto cercando di informarmi meglio presso gli esperti. Questa risposta però lascia in me dei dubbi e mi scuso se i termini che uso risultano inappropriati: indipendentemente dagli altri componenti, la probabilità di reazione allergica (o in generale di reazione avversa) è quindi indipendente dal tipo di antigene somministrato? E' cioè la stessa se faccio l'antitetanica o l'antiepatite B o l'antidifterica o altro? Gli altri fattori (costi, tempo, stress, etc..), mi rendo conto che possano risultare importanti per un'amministrazione, ma come genitore sono per me secondari. Grazie in anticipo per il tempo dedicato alle risposte.

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    3. ma, mi risponderebbero gli antivax, non è meglio avere 6 (o 10) volte reazioni modeste che una reazione sola ma 6 (o 10) volte più intensa?

      Tipo, uno pensa che l'iniezione di un antigene ti fa avere un grado di febbre ("37"), e conclude che 6 antigeni di fanno avere la febbre alta.

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    4. Il rischio di reazione allergica è praticamente sempre legato agli eccipienti o agli adiuvanti, quindi non al numero o al tipo di antigene. Se fai 10 iniezioni assumerai 10 volte gli eccipienti e gli adiuvanti, rischiando (pochissimo, rarissimamente ma rischiando) dieci volte, se fai una sola puntura rischi solo una volta.

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    5. grazie mille per la risposta!

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    6. Dottore, però allora mi spiega perchè l'effetto di alcuni vaccini è differente da quello di altri? Sono molto differenti le composizioni adiuvanti?
      Faccio un esempio pratico: la vaccinazione per la meningite ha effetti molto più pesanti di quella per il morbillo. Idem l'antitetanica a livello locale.
      Lo dicono anche i pediatri prima di somministrarli (e infatti con il meningococco dicono di dare ai bambini il paracetamolo in via preventiva perchè SICURAMENTE avrà mal di testa, cosa che invece non è automatica con gli altri vaccini).
      E ne ho anche la prova pragmatica perchè io stesso di recente ho fatto antitetanica e meningococco da ADULTO e con un sistema immunitario molto ben funzionante, e mentre la prima mi ha intorpidito il braccio per una giornata, la seconda mi ha provocato febbre e mal di testa per due giorni e il dottore mi ha detto che è normale con quel vaccino.

      Se la colpa è della composizione "di contorno", non basterebbe cambiarla?
      E se non si può, allora un vaccino "xvalente" che contiene i suddetti, non conterrebbe quindi una composizione degli stessi adiuvanti combinati assieme, i cui effetti suppongo siano quindi aumentati e difficilmente prevedibili con gli strumenti medico-scientifici attuali?

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  18. il problema è anche nei mezzi di comunicazione.
    Ora i giornalisti si formano a "scienze (?) della comunicazione" ma il vulnus è quello di mettere un ricercatore serio accanto alla Brigliadori o a Red Ronnie...
    cioè.. si è perso in nome della "libertà di opinione" il concetto che che nella Scienza non si può affermare "qualsiasi cosa", perchè non è una democrazia ma una datocrazia.
    E sicuramente certi personaggi non solo a questo modo vengono considerati "pari" al ricercatore di turno, ma siccome sanno come si buca il video, risultano facilmente più convincenti...

    poi c'è la (meritata) sfiducia nella classe dirigente, che viebe sapientemente alimentata.

    Quello che mi fa impazzire è che Big Pharma sono dei carognoni, mentre questa banda di sconsiderati (per non dire di peggio) sarebbe dedita al bene dell'umanità, quando in realtà, fra convegni a pagamento, click sui siti, prodotti miracolosi etc etc dell'antiscienza ne fanno il loro (ricco) business

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  19. Post interessante.

    OT Vista la qualità dei ponti in Italia mi fiderei di più se li progettassi tu ;)

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  20. Caro Dottore bisogna farsene una ragione, io cerco nel mio possibile di rispondere ad ogni commento inesatto e tendenzioso che trovo su ogni post che leggo!
    Se questo accade con la medicina può capire da sè come sia molto più difficile smascherare delle affermazioni pericolose e dannose sulla psicologia di cui io sono esperta.
    Non ci sono più persone esperte ... professionisti ... credo caro dottore che a quel commento vada data una risposta, si una risposta che possa smascherare l'ignoranza che muove il tuttologo digitale!
    Continui così perché internet e il web devono essere percorsi anche da noi professionisti altrimenti sarebbe allo sbandò di creature che spargono disinformazione e credenze molto pericolose!
    Grazie del suo impegno

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  21. Bellissima analisi, aggiungerei che a volte la differenza tra gli esperti (nel senso di gente che ha studiato e parla o dovrebbe parlare con cognizione di causa) e gli ignoranti non è così netta.. quando leggo su un giornale un articolo (non vorrei fargli pubblicità) di uno che si qualifica (e non ho motivo di non crederlo) docente di sociologia presso l'università che esordisce "In nome del principio della non democraticità della scienza il professor Roberto Burioni ha sentenziato che la parola dei medici vale di più di quella di chi non ha studiato medicina" stupendosi evidentemente assai di questa ovvietà, mi cadono veramente le braccia...

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  22. Trovo il suo, dottore, un gran bell'articolo. Vero in tutto o quasi. Le motivazioni del mio "quasi" cercherò di spiegarle di seguito. Premettendo che non ne so nulla e quindi non pretendo di dire che lei stia sbagliando a difendere la sua appartenenza ad una "comunità di pratiche" (benché scientifiche). Ma volevo solo raggionare sul fatto che non basta una sola comunità scientifica a interpretare la realtà, anzi talvolta (si pensi a Galilei, avrebbe detto Fehieraben) questa impediace l'emersione di un'epistemologia non solo più corretta, ma soprattutto più generativa. Pertanto, da questo punto di vista, non basteranno i medici a dettare le linee guida per la pratica vaccinale, ma sarebbe necessario che entrassero nel dibattito anche sociologi, filosofi, epistemologi..., e si usasse una prospettiva etica e non solo efficientista. (una volta gli psichiatri incatenavano gli psicotici, ora ci fanno teatro insieme).

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    1. Se vogliamo parlare di epistemologia, allora ricordo che secondo Kuhn, studioso primario delle rivoluzioni scientifiche, l'esistenza di una sola comunita' con un solo paradigma e' la condizione essenziale per l'esistenza della scienza. Quando in una disciplina ci sono stabilmente correnti di pensiero contrastanti allora quella disciplina non e' scienza.
      Dico "stabilmente" perche' durante le rivoluzioni scientifiche tali correnti contrastanti esistono e sono necessarie per un cambiamento di paradigma; ma questa fase multiparadigmatica e' un parziale ritorno allo stato prescentifico e, per quanto esaltante, va superata rapidamente, in quanto i suoi frutti si raccolgono principalmente nella fase di "scienza normale" (monoparadigmatica).
      Il punto comunque e' che il paradigma si sosituisce quando viene messo in crisi da vari fattori - e checche' si trovi scritto in giro Kuhn non sosteneva affatto che questi fattori erano esterni alla scienza, non sempre e mai maggioritariamente, quindi sociologi, filosofi ed epistemologi di solito hanno poco da dire - e non perche' qualcuno pensa che non vada bene perche' non gli piace.
      Infine, le considerazioni etiche (e politiche) devono essere tenute distinte da quelle di fatto, ovvero da quelle scientifiche. Ovviamente le prime devono basarsi sulle seconde - ad impossibilia nemo tenetur - wquindi evitiamo per favore il rischio di adattare la realta' ai nostri desideri.

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  23. Sono perfettamente d'accordo, secondo me anche gli astrologi, gli antroposofi, Wanna Marchi e Lady Gaga dovrebbero poter dire la loro in ambito medico scientifico. Bisogna aprire la mente ad ogni variegata sfaccettatura...
    ..........
    Doc, le rinnovo i miei personali ringraziamenti per la sua preziosa opera di divulgazione.

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    1. Thumb up, fratello di lotta via iperbole

      ;)

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  24. Sono uno dei “laureati di google” che riconosce (o crede di riconoscere) la differenza che passa tra chi ha studiato una materia per tutta la vita, con sacrificio, determinazione e, mi lasci dire, nel caso di un medico, anche un certo “coraggio” nello scegliere di star sempre accanto di chi soffre, e chi “improvvisa” una competenza sulla base di una manciata di “ricerche”. Condivido in tutto. Mi sento di aggiungere però che l’ignoranza non ha mai arginato la diceria, né ieri, né oggi, e che l’”analfabetismo funzionale”, di cui, nei fatti, sta parlando, c’è sempre stato. I mezzi di “diffusione del sapere” (chiamiamoli così) funzionano a due sensi, amplificando tanto l’obiettività scientifica quanto il suo contrario. Semmai, da “laureato in pectore”, a proposito della medicina, lamenterei una scarsa informazione. In Internet è quasi impossibile raccogliere dati di qualità a proposito di argomenti medici basilari. Non trovo nemmeno tavole anatomiche decenti. La salute propria e dei propri cari è faccenda troppo importante perché si possa scegliere di affidarla a un “addetto ai lavori”, per quanto rispettabile, affidandosi a esso in tutto e per tutto. La sua categoria deve imparare a condividere gli elementi del ragionamento che portano alla diagnosi e alla prognosi, non solo le conclusioni.

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    1. Quindi tu quando compri un'auto vai dagli ingegneri che l'hanno progettata ed insegni loro a fare il loro mestiere perche' non ti fidi degli addetti ai lavori?
      E parliamo del computer che usi per scrivere qui su internet, l'ha fatto qualcuno che capisce di hw, il s/o l'ha sviluppato un programmatore (o un team di). Tutti addetti ai lavori. Oppure ti sei andato a scavare il silicio (sia mai che quello che compri al supermercato non vada bene), ti sei fatto il tuo processore, la tua ram e ti sei sviluppato un s/o da solo...
      e che dire di internet? Anche quella e' stata fatta da "addetti ai lavori". Che fai ti sviluppi tutta la tecnologia da solo oppure ti fidi di chi ne sa piu' di te?

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    2. Non insegno il mestiere ai miei colleghi, figuriamoci agli altri! Non pretendo di insegnare né di sostituire un bel niente, ma di essere informato si! E come si deve! Non voglio ripercorrere la storia della medicina per curare un raffreddore, ma se ho un cancro voglio delle spiegazioni che possa andare a verificare per conto mio: una sintesi, imperfetta quanto si vuole, ma documentata dai numeri. Niente percentuali niente fiducia.

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    3. "La sua categoria deve imparare a condividere gli elementi del ragionamento che portano alla diagnosi e alla prognosi, non solo le conclusioni."
      Cioè dovete riassumerci in cinque minuti ciò che voi avete imparato in trent'anni.

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    4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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    5. "La sua categoria deve imparare a condividere gli elementi del ragionamento che portano alla diagnosi e alla prognosi, non solo le conclusioni" che, in pratica, vorrebbe dire spiegare in pochi minuti e con frasi semplici tutti i contenuti di un corso di laurea che dura 6 anni (+ altri 5-6 di specializzazione) uniti all'esperienza pratica maturata in anni di lavoro a chi spesso non ha nemmeno un'infarinatura di base della materia. Sarebbe come spiegare i contenuti del corso di laurea in matematica a chi conosce a stento le tabelline.
      Se uno ha questa necessità di conoscere in modo approfondito la medicina una soluzione c'è: iscriversi a medicina ;)

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    6. Parlare tramite paragoni e metafore, personalmente mi va bene al bar, alle cene di natale, oppure in un blog, ok... mi riferisco alla storia dei ponti, dell'estrazione del silicio, ecc...

      Non quando devo iniettare obbligatoriamente delle sostanze potenzialmente dannose ai miei figli, e firmando un consenso informato.

      In questo caso ritengo che sia un mio dovere e un mio diritto essere informati, pretendendo queste informazioni anche da chi mi chiede questo obbligo e la mia firma.

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    7. Faccio il consulente informatico, per progetti un "tantino" complicati, su investimenti cospicui, fatti da aziende molto grandi e sono abituato a farmi capire dai miei clienti. Non c'è bisogno di alcuna dote soprannaturale per far digerire un contenuto tecnico complesso a chi è completamente digiuno della materia, basta scegliere con cura i fatti e gli argomenti. E' chiaro che il mio cliente non potrà mai entrare nel dettaglio di un'esperienza ormai pluridecennale, ma se voglio farmi capire mi faccio capire. Parenti medici hanno saputo spiegarmi argomenti complessi con poche similitudini e molti fatti. Se hai voglia di capire, capisci. Se hai voglia di farti capire, ti fai capire. Bisogna sempre ricordare che il medico, di pazienti, ne ha tanti, ma tu, di pelle, ne hai una sola. Ma se si preferisce andare sulla pura fiducia...

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    8. Sono completamente d'accordo con lei. Per indole sono solito a tentare di comprendere la sensibilità del contesto in cui mi espongo per mettere la giusta tara alle mie parole e toglierla alle reazioni.

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    9. Sono completamente d'accordo con lei. Per indole sono solito a tentare di comprendere la sensibilità del contesto in cui mi espongo per mettere la giusta tara alle mie parole e toglierla alle reazioni.

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    10. @Marco Processi
      ti fai capire fino ad un certo punto, nel senso c'e' un limite al tempo che posso (e voglio) dedicare alla spiegazione. Quindi se si parla di thread non posso farti la storia della CPU perche' tu possa capire, posso spiegarti che e' un processo (separato o meno dal flusso di esecuzione), ma non posso mettermi a fare la storia dello heap e dello stack... Quindi io posso cercare di farmi capire dagli "esseri umani" ma bisogna che un minimo di competenze di base ci siano. Non perche' non puoi capire ma perche' comunque ci sono dei limiti...

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    11. Rinnovo le mie perplessità sui paragoni, che si possono usare a proprio piacimento, un po' come la lettura di dati statistici.

      Se il mio gestionale è lento e per me è di grande importanza il suo funzionamento, potrei anche interessarmi alla gestione dell'allocazione della memoria e dei multi thread.

      Sicuramente contatterei altri tecnici per avere altre informazioni

      Quando si parla di salute, l'interesse personale è massimo, per i figli ancora maggiore.

      Questo post sottintende che chi ha dubbi sui vaccini è un irresponsabile credulone.

      Non ci siamo proprio, una generalizzazione così superficiale stona proprio con lo scopo di questo blog

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    12. La sua categoria deve imparare a condividere gli elementi del ragionamento che portano alla diagnosi e alla prognosi, non solo le conclusioni.

      È difficilissimo, la medicina non è matematica, non devi spiegare solo "come funziona" ma anche "perché è andata così" e "perché voglio risolverla così" e questo è solo l'inizio perché poi ci sono tutte le variabili ed alla fine nemmeno questo basterà. Se fai caso io (questo blog è una prova) ci tento e lo fanno anche altri ma nonostante questo, oltre al lavoro che ti assicuro è immane, ci sarà sempre chi sostiene tu stia sbagliando o addirittura mentendo. Senza considerare che non è questo il nostro lavoro e che persino colleghi e conoscenti reputano l'impegno sul web come "passatempo", in Italia internet è considerato un po' come un'enciclopedia ambulante, che ci fa un medico a perdere tempo?
      Questo su internet che è un mezzo alla fine freddo e distaccato. Di presenza hai altri metodi (io per esempio, per spiegare gli interventi chirurgici uso i disegni e spesso mi dicono di aver capito bene). Anche se qualcuno può non ritenerlo sufficiente, la scelta di affidarsi abbastanza fiduciosamente a chi è competente è quella corretta, non c'è bisogno di altre spiegazioni, io non le chiedo al meccanico, che alla fine tratta automobili che, in linea di massima, sono tutte uguali.
      Io poi aggiungo che un elemento di scelta può essere la capacità critica (ne ho parlato decine di volte). Se la persona (il medico) che hai di fronte non ti promette miracoli, "metodi" eccezionali, risultati miracolosi o dice "sono il più bravo del mondo", puoi stare sufficientemente sicuro che ti sta dicendo la verità.

      Non c'è bisogno di alcuna dote soprannaturale per far digerire un contenuto tecnico complesso

      E se il cliente ti risponde "Scusi, lei che ne sa?" cosa fai?
      :)

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    13. E se il cliente ti risponde "Scusi, lei che ne sa?" cosa fai?
      ecco appunto stavo per dirlo io...

      @Don Mizzi
      Se il mio gestionale è lento e per me è di grande importanza il suo funzionamento, potrei anche interessarmi alla gestione dell'allocazione della memoria e dei multi thread.
      Non e' esattamente cosi' semplice. POtrebbe essere un abuso di risorse da parte dei programmatori, potrebbe essere un collo di bottiglia da qualche parte, potrebbero essere le estrazioni dal database scritte col cu...o
      Se parti con l'arroganza di volerne sapere di piu' non stai cercando di capire, stai solo dicendo a chi ti sta davanti che tu ne sai piu' di lui, nonostante non sia il tuo mestiere. C'e' un limite di tempo e di pazienza che l'esperto che hai davanti puo' dedicarti. Se ti interessa l'argomento fai dei corsi, studia per conto tuo e approfondisci, ma non puoi pretendere che una persona che e' li' per fare altro colmi le tue lacune...

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    14. Se parti con l'arroganza di volerne sapere di piu'
      ho sottinteso involontariamente "l'esperto".

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    15. @Don Mizzi
      Sicuramente contatterei altri tecnici per avere altre informazioni
      Quindi tu parti comunque dal presupposto che quello con cui stai parlando ti stia mentendo o si sbagli a prescindere. Invece di consultarne uno solo ma bravo, a fare come fai tu, si finisce per ascoltare tutti indistintamente con il risultato che poi non riesci piu' a capire chi spara cazzate da chi ti dice cose reali...

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    18. Penso che, nel merito, ci sarebbero ancora molte cose da dire. Il discorso è complesso. C’entra il sistema sanitario, di cui il medico è un operatore, c’entrano le questioni deontologiche di cui il professionista è portatore, c’entrano perfino valori morali fondanti di quello che mi sento di descrivere come “la parte viva del rapporto tra individuo e comunità” che consiste nel chiedere e ricevere aiuto come esseri umani. C’entra, infine, anche Internet come parte di un “sistema” imperfetto (assai) di condivisione della “verità”, che può riuscire, fallire o conseguire risultati che non abbiamo cercato. C’entrano tutte queste cose e altre ancora, perché si parla del bene più importante che abbiamo come individui.
      In tutto questo (mettendo da parte per un momento la faccenda della divulgazione) la fetta di “scienza” medica di cui beneficiamo come cittadini, quella “distribuita” dal sistema sanitario, mi pare sia tale più per virtù statistica che per necessità logica. Vuol dire che anche se corretta in termini complessivi, può sbagliare nei particolari. Può sbagliare per ragioni mediche, certo, ma anche per ragioni pedestri, ad esempio, perché alla fine è fatta di un gran numero di persone che devono lavorare insieme senza intralciarsi (e senza allungare le manine). Siccome all’estremità di questa catena c’è la mia salute, mi aspetto che il medico, in veste di operatore sanitario, professionista e parte viva, appunto, di un disegno più generale, “si dia da fare” per farmi partecipe del processo decisionale che mi porterà su un percorso piuttosto che su un altro. È una responsabilità sua. Anche io, come paziente e cittadino, ho la mia, ne ha una anche il “sistema”, certo, ma resta il fatto che troppi dottori hanno il vezzo di scarseggiare in informazione piuttosto che abbondare. Quando mi sono operato, sul foglio del consenso informato era indicato chiaramente che “(per quanto ben fatta) l’operazione espone a un rischio del 2% di reazione avversa”. Anche nei “bugiardini” dei medicinali hanno cominciato ad apparire solo di recente (almeno per la mia scala di tempi) delle oneste e analitiche indicazioni sulle reazioni avverse. A quanto ne so, ci sono voluti decenni per vedere tutta questa “onestà”, eppure l’esposizione, in tutti questi casi, non mi sembra porre particolari difficoltà: è sia sufficientemente sintetica da permettermi di fare qualche “indagine” che sufficientemente rigorosa da permettermi di fare qualche conto. Ci vuole davvero così tanto a trovare una formula per dire qualcosa di più?
      Come si sarà capito, non faccio parte della categoria del “ma lei che ne sa?” Non è il mio approccio. Di fronte a questi atteggiamenti (comuni, mi creda, anche in altre professioni) può contare, da parte mia, su un minimo di comprensione (non posso fare di più), ma spero distingua tra le esigenze, diciamo, “informative”, di tali pazienti da quelle di altri pazienti.

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    19. Se si parla di cancro allora è in altra situazione ... non mischiamo le cure con i vaccini!
      Allora sulle cure possiamo aprire un dibattito perché ogni cura ha un effetto personale ... credo nella libertà di ogni individuo di scegliere ... ora ci sono alcuni medici che non ti spiegano fino in fondo l'importanza di un certo tipo di cura... ma io avendolo avuto ho assolutamente girato chiunque e dovunque... le cure cosiddette alternative a mio avviso hanno una grande intuizione e possono tranquillamente essere prese insieme alle cure tradizionali potenziando il livello di cura a lungo termine.
      Se uno ha un disturbo grave prende i farmaci e fa psicoterapia e nel tempo non avrà più bisogno di farmaci ma proseguirà la psicoterapia perché così non tornerà più nel malessere.
      La medicina e la psicologia due scienze hanno trovato la procedura di cura vera attraverso la condivisione di intervento ma stiamo parlando di due scienze!!!! Come dire la condivisione dell'alimentazione insieme alla riabilitazione , oppure l'intervento chirurgico e la riabilitazione.
      Se però si parla di assumere un rischio personale ovvio che non si discute! Ma se si tratta di assumere un rischio per un minore e addirittura per tanto minori perché puoi provocare una strage con l'impedimento del vaccino... beh direi che è proprio un'altra cosa!!!

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  25. Congratulazioni per la lucidità dell'articolo.
    Io mi occupo di radiazioni anche in campo medico e ho rinunciato a spiegarne origini, rischi e benefici al "volgo" che alla parola radiazioni pensa alla bomba. Spiego che anche l'acqua o il miele possono essere letali in quantità adeguata: inutile.
    Però c'è un aspetto da considerare nelle pseudoscienze. Forniscono (illudono) una specie di controllo personale della situazione (come la magia) che la scienza ti sottrae. Abbiamo bisogno di conforto ed è più facile trovarlo nell'illusione. La scienza dovrebbe dedicare maggior spazio all'accettazione dei fatti, anche se dolorosi.
    Marco

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  26. Quest'arroganza diffusa di pensare di poterne sapere di piu' di qualcuno che ha studiato e magari lo fa per lavoro (non solo in ambito medico) e' la cosa che mi fa piu' arrabbiare.
    Certa gente meriterebbe veramente di tornare a vivere nelle caverne.

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    1. Purtroppo, per la maggior parte delle persone che conosco, porsi con un atteggiamento di superiorità e di sfida nei confronti di un addetto ai lavori (che, come dici tu, ha studiato per fare quel lavoro e lavora nel campo per cui ha studiato), è solo ed esclusivamente un modo per sentirsi importanti, per far vedere che hanno senso critico, perchè hanno visto film e serie tv in cui il protagonista contestatore del sistema è colui che agisce sempre per il bene comune. La verità è proprio questa, che le persone di cui parlo non vogliono vivere nella realtà, si annoiano troppo. Non vogliono perdere il loro tempo a fare domande su argomenti che non conoscono, a vedere soddisfatta una sana curiosità su tematiche che potrebbero arricchire la loro esistenza. Forse si dovrebbe ammettere che il problema non sono soltanto le fonti di informazione, internet e quant'altro, ma l'idea di partenza tramite la quale le persone sfruttano questi mezzi. Grazie dottor Di Grazia, credo che lei abbia descritto meglio di me quale sia il problema reale.

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  27. >>> non sono un sociologo, non ho mai studiato le dinamiche delle comunità virtuali, ho un'esperienza "sul campo", fatta di sensazioni, impressioni che potrebbero essere giuste ma anche totalmente sbagliate, non ho il bagaglio culturale adatto a capire perfettamente il fenomeno. <<<

    Beh, perché non farsi questo bagaglio culturale, allora? :)

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  28. Il potere di Internet: fornire alle persone una soluzione semplice, comprensibile e di buon senso è meglio che fornirne una complicata, poco comprensibile e di difficile attuazione. Se poi la prima è sbagliata e la seconda è giusta, chissenefrega.

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  29. Tutto sto discorso per una piccola sfumatura lessicale/tecnica? giusto?

    Questi 140 caratteri per far capire che il vaccino è il preparato totale.. e può essere composto da più componenti per immunizzare diverse malattie?

    E quindi? io mi trovo pure a disagio ad essere così diretto, ma questa per me è un offesa.
    Spero che in queste parole possa intravedere una motivazione per alcune risposte che ha ricevuto (io noto anche un po’ di supponenza in questi 140 caratteri)

    Il vero significato di questi 140 caratteri è un offesa a tutti quei genitori che per amore dei loro figli si stanno cercando di informare, su un argomento immenso come quello dei vaccini e della salute.
    Solo questo bisogna avere sempre ben a mente.
    Ogni genitore cerca, al meglio che può, di proteggere i propri figli, e con chi dubita questo non è possibile parlare sullo stesso piano.


    La legge vuole avere il potere di dire che sono un genitore che non sa occuparsi dei suoi figli.
    Stiamo parlando delle persone più preziose per ogni genitore.

    E si vuole decidere questo con un decreto di un governo provvisorio?
    Con un accordo (economico) fatto con la comunità Mondiale dove l’Italia doveva essere l’eccellenza, il capofila, “il campo di prova” delle strategie sui vaccini?
    E l’unica arma a disposizione è il terrorismo mediatico?

    E lei vorrebbe screditare queste famiglie che si stanno informando, facendo notare qual è il vero significato della parola vaccini?
    E poi ci fa pure un post?

    Tutte queste lotte tra vaccini si, vaccini no, forse pilotate e sicuramente utilizzate per mettere in lotta tra loro i genitori (o fare qualche click), che invece sono tutti uniti dall’amore per i propri figli.
    La maggior parte di chi viene etichettato per “Vaccini NO”, non è contro i vaccini, capitelo!

    Questi genitori chiedono solo un calendario più adeguato alle esigenze dei vari bimbi, un calendario più flessibile, un programma di vigilanza migliore, più esami di pre-valutazione, commissioni più serie per valutare l’operato delle case farmaceutiche, tutti argomenti comprensibili per un genitore attento.

    Saluti

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    1. Mi perdoni, non solo lei non ha capito nulla del post ma sta rispondendo in maniera disordinata e fuori tema.

      E poi ci fa pure un post?

      Sì. E lei è qui che lo ha letto ed ha risposto. Evidentemente serviva.
      Saluti!

      PS: Resti in tema per ulteriori commenti o non saranno accettati.

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  30. Però sorge un altro problema. Io, per esempio, ho conosciuto un medico laureato che affermava che l'omeopatia funziona e consigliava i vari "farmaci" a destra e manca.
    Io stetti ben zitto proprio per evitare di fare la figura del "laureato di Google". Come fa l'ignorante come me a difendersi da questi casi di disinformazione (che spero essere eccezioni)?
    Molta gente continua ancora oggi a pensare che l'omeopatia funzioni e sia riconosciuta dalla comunità scientifica.
    Forse, al posto di condannare l'ignorante che si informa su una materia, non sarebbe meglio educarlo a riconoscere fonti affidabili (come io reputo essere questo blog) dai produttori di bufale?

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    1. "Però sorge un altro problema. Io, per esempio, ho conosciuto un medico laureato che affermava che l'omeopatia funziona e consigliava i vari "farmaci" a destra e manca.
      Io stetti ben zitto proprio per evitare di fare la figura del "laureato di Google". Come fa l'ignorante come me a difendersi da questi casi di disinformazione (che spero essere eccezioni)?"




      E' più semplice di quel che sembra, perché nel caso dell'Omeopatia, la medicina c'entra niente


      Il principio alla base dell'Omeopatia è lo stesso che sta alla base della Spada di Grifondoro di Harry Potter: solo ciò che è buono verrebbe ricordato dall'acqua e la renderebbe magicamente curativa pure dopo che il principio stesso ne fosse ben stato sciacquato via. Per crederci non necessaria laurea alcuna, basta credere che il binario 9 e tre quarti accolga veramente un treno che porta ad Hogwards e tutto quel che ne consegue, expelliarmus compreso.


      Si eserciti (lei o chi, come lei, non osa): sia mai che vinca la bacchetta di sambuco...




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    2. L'omeopatia purtroppo è un'altra cosa che bisognerà regolare, è venduta come scienza ma è paranormale. Fortunatamente sta sparendo e speriamo lo faccia al più presto.

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  31. C'è anche un altro piccolissimo problema: se è vero che gli addetti ai lavori sono quelli che sanno le cose e che giustamente hanno il diritto di essere ascoltati, creduti, seguiti e i laureati di Google dovrebbero avere il buon gusto di limitarsi a sfoggiare le loro conoscenze al bar, accettando sempre e cmq per buono ciò che affermano gli esperti, senza pretendere spiegazioni o chiarimenti perché il loro tempo è prezioso e cmq non possono certo fare a tutti un corso completo di medicina ecc..ecc... Ebbene, che succede quando gli esperti sbagliano (perché anche loro possono sbagliare, sono uomini) e, magari dopo mesi si verifica nei fatti che si erano sbagliati, il più delle volte per non aver voluto ascoltare il paziente? Ci si deve rassegnare a far parte della statistica che non viene resa pubblica e continuare a credere, sperare ed ubbidire?

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  32. Aldilà del discorso degli eccipienti o agli adiuvanti, che non si capisce, da quanto lei ha scritto, se si cumulino per ogni patologia, o se rimangano dello stesso numero, indipendentemente dalla quantità di vaccini. Quel che non è chiaro è perché si intervenga su sei malattie, se quelle obbligatorie sono solo 4.

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    1. Sarò ancora più semplice (però più di così non credo di riuscirci):

      1) Una fiala per ogni malattia: 1 antigene a fiala (quindi dieci in totale), cento eccipienti in totale, 20 adiuvanti in totale.
      2) L'esavalente (una fiala per 6 malattie): 10 antigeni, 10 eccipienti, 2 adiuvanti.

      Nell'esavalente ci sono gli antigeni per le 6 malattie ed il resto ciò che serve per UNA fiala. Se vaccinassimo con fiale singole per le sei malattie avremmo lo stesso numero di antigeni e tutto il resto, ciò che serve per SEI fiale, quindi molto di più.
      Non le sembra evidente che sia più conveniente e meno rischioso usare l'unica fiala per 6 malattie?

      perché si intervenga su sei malattie, se quelle obbligatorie sono solo 4

      Perché senza aggiungere rischi o costi si proteggeva da più malattie, con la nuova legge questo dovrebbe decadere perché anche le altre malattie sarebbero obbligatoriamente da coprire (se ho capito bene la legge che deve ancora essere pubblicata).

      Saluti.

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  33. Chiedo, è possibile andare dal medico di base con dei problemi e lui senza alzare lo sguardo ricerca i sintomi su google e prescrive medicinali?
    Di chi bisogna avere fiducia per una delle cose più importanti?
    Come ci si può difendere da questi medici?

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    1. No, è ridicolo.
      Cambi medico.

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    2. Ha ragione, ho già cambiato medico da un pezzo perchè era facile distinguere l'imcopentenza di questo medico.
      Ma da ignorante che sono, come faccio a capire se un professionista è tale?
      Forse per questo ci sono persone che scrivono frasi cosi.

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  34. Per rispondere alla sua ultima domanda di carattere sociologico le consiglio la lettura di un libro: "la democrazia dei creduloni" di Gérard Bronner. Analizza, fornendo alcuni spunti interessanti, il rapporto tra informazione e utilizzo di internet nella diffusione di credenze e paranoie collettive

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  35. Mi è recentemente successo di discutere con un ginecologo il quale voleva convincermi che le nascite aumentano con la luna piena e che, infatti, raccontava che in pronto soccorso guardano il calendario per evitare di avere il turno notturno in questi giorni.
    Alla mia richiesta di una spiegazione logica a questo fenomeno ho aggiunto riferimenti alla letteratura che confuterebbero queste teorie bizzarre. Mi è stato sbrigativamente risposto che ci sono anche articoli a favore e che comunque non essendo io un medico non avrei dovuto pretendere di poter smentire la sua parola. Ovviamente su quest'ultima cosa aveva pienamente ragione e mi sono ben guardato dall'opporre ulteriori contestazioni, pur rimanendo della mia idea.

    Il "Lei che ne sa?" può succedere anche al contrario: il medico è legittimato a poterlo dire al paziente. Ci mancherebbe altro!
    Tuttavia un omeopata o agopuntore può essere in malafede perchè mira al guadagno e da un certo punto di vista posso comprendere il motivo di certe posizioni, ma un ginecologo che vaneggia di lune come dovremmo considerarlo? Di sicuro non ci guadagna quattrini...e poi....gli esami li ha passati pure lui, quindi non può essere un ritardato.

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    1. I pazzi furiosi sono in tutte le professioni.

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    2. un ginecologo che vaneggia di lune come dovremmo considerarlo?

      Non è che prendendo la laurea in medicina si diventa santi o si è immuni alla pazzia o all'ignoranza, i pazzi e gli ignoranti sono in tutte le professioni. Il senso del mio post era legato al fatto che chi mi ha risposto "e lei che ne sa?" lo ha fatto senza motivo, non perché non era d'accordo con me o avesse prove del contrario, non ha scritto "non credo sia così" ma proprio "lei che ne sa".
      Se vai dall'ingegnere e lui ti dice "questa parete è storta" e tu rispondi "e lei che ne sa?" come minimo ti guarda strano, capito cosa voglio dire?
      :)
      Ciao!

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    3. "Mi è stato sbrigativamente risposto che ci sono anche articoli a favore e che comunque non essendo io un medico"

      Scusi, per capire: che c'entra una laurea in medicina con l'astrologia? Che poi, dietro all'astrologia, ci sta il concetto che pianeti, satelliti e stelle sarebbero creature viventi e senzienti.



      Se anche qualche sofisma pro Terra si potrebbe ben cercare (almeno presso gli allocchi) di sostenere, mi spiega come si fa a credere che il satellite Luna (dichiaratamente un sasso) o la stella Sole (dichiaratamente una fornace) siano esseri senzienti?



      Ahi, quanto a dir cos'era è cosa dura, questa ignoranza crassa e basculante...

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  36. Di passaggio, sta diventando virale questo che, per una volta tra quelle che qualcosa diventa virale, non è esattamente fuffaro.

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  37. Se fosse un sociologo sarebbe peggio, se guarda in giro anche nei talk show vedrà che se parla un medico, un fisico, un ingegnere, nessuno obietta, ma se parla un sociologo subito tutti si sentono in diritto di dire "invece secondo me..." Come se il sociologo non fosse minimamente titolato a parlare in veste scientifica

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    1. Mah, nei talk show sarà così, ma mi è capitato di discutere (insomma, discutere... si fa per dire, per discutere su qualcosa bisogna essere in due a capirne) con la solita persona new-age, laureata in una qualche specialità artistica, che delirava di Meccanica Quantistica - anzi Fisica Quantistica, il termine "Meccanica" per loro è tabù - e nonostante fosse certo che sono un fisico di professione mi sono sentito rispondere "eh ma quanti fisici non capiscono la fisica!".

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  38. Avevo scritto un post ma non so perchè non è stato pubblicato.
    Come sempre un post chiaro e di semplice lettura che porta dritto alla sostanzedì delle cose.
    Condivido tutto, e mi chiedo se qualche responsabilità in questao marasma di informazioni corrette/scorrette ce l'abbiamo anche le tesi sostenute da VERi medici e che sono contrarie al mondo sceintifico. Tanto per tornare sempre sugli stessi argomenti, il medico omeopata ad esempio: uno va da un medico che gli proprina il rimedio omeopatico, e ci guarisce pure, come dirgli che l'omeopatia non finziona se è stato proprio i medico a dargliela? O ancora gli antivaccinisti.
    E' logico che in questo modo le tesi corrette di un medico possono essere messe in dubbio poichè c'è anche un altro medico che sostiene il contrario...
    Come si fa a dire quel medico è un fuffaro? Spesso si tratta di medici più che stimati...

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  39. http://www.valigiablu.it/scienza-democrazia-vaccini/

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  40. Mi perdoni se scrivo senza leggere tutto l'articolo e i relativi commenti, adesso non ne ho il tempo ma conto di farlo più tardi. La prima cosa che ho pensato leggendo le primissime righe è che, a prescindere dalle competenze mediche, c'è anche una questione etimologica: ESAVALENTE = che vale per sei. O mi sbgalio? L'ignoranza non è solo medica, scientifica e sociale ma anche grammaticale. P.S. Grazie per la campagna PRO Scienza che conduce con tanta passione. :)

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    1. Che vale per sei non significa che sono sei vaccini, anzi, proprio il contrario, che uno vale per sei malattie, il vaccino si fa per quello. :)
      E comunque, ribadisco, il mio stupore non c'entra con quello che ho scritto in senso stretto, io avrei potuto anche sbagliare. Si tratta invece di una riflessione sul fatto che una persona, ad una affermazione fatta da un medico, ha risposto "e lei che ne sa". Il dubbio ingiustificato, la diffidenza a prescindere.

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    2. "Che vale per sei non significa che sono sei vaccini, anzi, proprio il contrario..."
      Appunto! Proprio quello dicevo... mi sembrava una ovvietà insita nella terminologia. E invece c'è chi diffida. Pertanto constatavo l'ignoranza dilagante. :). Lei ha veramente tanta pazienza a spiegare e a controbattere. Complimenti di nuovo!

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  41. Per informazione riporto questo studio che la pensa diversamente: più vaccini insieme sono più dannosi.

    http://vaccinesafetycommission.org/pdfs/04-2016-JPANDS-Miller-Vaccines.pdf

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    1. L'autore dello studio è un giornalista (!) antivaccinista. Quella è spazzatura, non "informazione", impariamo a capirlo senza l'aiuto di nessuno. Qui ci vuole il complottisticamente famoso: "svegliaaa!!11".
      ;)

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    2. Ancora più in sintesi: "Ma che ne sa lui?" (cit.)

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  42. ...a meno che il commento che lei ha ricevuto non sia stato generato da un automa (bot), cioè un programma in grado di rispondere in modo automatico utilizzando brevi frasi generiche di senso compiuto. In caso contrario concordo con lei.

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  43. Uno scritto che fa sorridere in maniera amara... ed evidenzia con eleganza e garbo problemi reali. Mi permetto se posso di aggiungere solo una riflessione sul paragone con pranotecnici (non usiamo più chiamarci pranoterapeuti) e altri operatori olistici: un operatore serio sa di non essere un medico, di non avere conoscenze e competenze mediche e di non dover parlare di alcuna malattia dal punto di vista medico :-) facciamo altro, e la prima cosa che le scuole serie ci insegnano è come spiegare cosa facciamo con i termini giusti (rifiutata ad esempio l'etichetta fuorviante di "medicina alternativa", che purtroppo però non bandiscono colossi come Google e Linkedin, rendendola anzi l'unica utilizzabile per queste categorie professionali). Purtroppo la comunicazione veloce e poco responsabile è un problema anche in questo settore, e in più il web evidentemente non aiuta nessuno a consolidare immagini non distorte dal luogo comune, quindi non posso non capire l'origine di questa associazione di idee fra il "finto medico" e l'operatore olistico, ma mi piaceva rassicurarla sul fatto che "non siamo tutti così" :-) grazie!

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  44. "facciamo altro, e la prima cosa che le scuole serie ci insegnano è come spiegare cosa facciamo con i termini giusti"
    Signora Loretta potrei chiederle gentolmente cosa effettivamente fate e quanto costa mediamente una vostra prestazione? Sono molto curioso anche perché non ne ho la minima idea...
    Cordialità.

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    1. gentile Buster, volentieri, ma scrivendole una risposta mi sono resa conto che non sarebbe stato un messaggio abbastanza breve, e non volevo generare una discussione parallela off topic, può non essere cordiale nei confronti del curatore del blog e degli altri utenti; se desidera rispondere e approfondire oltre posso darle i riferimenti della mia pagina FB. Grazie per la curiosità!

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    2. Non ho mai avuto un profilo facebook e contavo su una sua risposta sintetica (per quanto possibile), in fondo quello che mi incuriosiva era una panoramica generale non una dettagliata relazione. Confidavo sul fatto che "le vostre scuole insegnano a spiegarlo con i termini giusti". Anche sul costo delle prestazioni non mi interessava conoscere quello di una seduta specifica quanto avere un metro di misura plausibile (10? 100? 1000?) per paragonarlo alle prestazioni mediche riconosciute.

      Ma non voglio insistere, saluti.

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    3. Allora possiamo sintetizzare - a mio rischio e pericolo, la sintesi è troppo spesso fraintendibile - dicendo che le discipline olistiche lavorano sulle energie sottili della persona, le stesse descritte da altri punti di vista ad esempio da Lowen nei suoi scritti di Bioenergetica, o da Konstantin Koroktov. Che esistano è oggetto di diatriba naturalmente, anche all'interno della comunità scientifica :-) Le faccio un esempio sul tema della terminologia, ma sottolineo che non vuole essere un paragone diretto: uno psicologo non è un medico psichiatra, è un professionista delle relazioni d'aiuto, ma ha bisogno di sapere la differenza tra - ad esempio - schizofrenia e bipolarismo. Quindi può darsi che nel suo iter professionale possa nominare delle malattie e spiegare come il suo apporto possa intervenire in merito, ma non significa che sia lo psicologo a guarirle. Ognuno fa il proprio. Se ne parla in modo appropriato la distinzione risulta chiara, se lo fa con fretta o superficialità genera confusione. Per lavorare a livello energetico serve conoscere il quadro clinico della persona, ma non per questo il lavoro energetico si pone come alternativa alla medicina ai fini della guarigione. Nello spiegarlo, si rischia sempre di incorrere negli errori e fraintendimenti di cui sopra. Spero di aver chiarito! Le discipline sono regolamentate da poco e ciò che posso dirle sulle tariffe ma solo per la mia esperienza personale è che dipende dalla sensibilità personale di ogni professionista. Io ho sentito cifre attorno ai 40 ma anche cifre attorno ai 120 euro a prestazione... comunque non le paragonerei alle "prestazioni mediche riconosciute" così come non paragonerei, per l'appunto, le tariffe di uno psicologo con quelle di un medico, o quelle di un fisioterapista con quelle di un fisiatra.

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  45. Fare un discorso come questo partendo da una generalizzazione fatta su un singolo individuo è ne più ne meno lo stesso ragionamento di chi non sa selezionare le informazioni. Eppure all'università queste cose dovrebbe insegnarle.

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  46. Scusi, ma lei invece di farsi le pipe con l'appello all'autorità, perché non s'informa meglio? Come se non fosse chiaro che il vaccino essavalente è veramente la combinazione di sei vaccini, ecco la stessa informazione come piace a lei, direttamente dall'autorità (sito del produttore) - http://www.sanofipasteur.com/en/articles/hexyon-hexacima-6-in-1-pediatric-vaccine-approved-in-europe.aspx :

    > By combining six vaccines into one, HexyonTM/Hexacima® reduces the number of injections, which improves comfort and vaccination compliance for infants.

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    Risposte
    1. By combining six vaccines into one, HexyonTM/Hexacima® reduces the number of injections, which improves comfort and vaccination compliance for infants.

      Se qualcosa non le fosse chiaro in questa frase o avesse difficoltà con l'inglese, in particolare con questa parte "combining six vaccines into one" sono disposto a tradurgliela ed a spiegargliela.

      Saluti.

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  47. Bel discorso dott. Salvo di Grazia e capisco che sentirsi dire una frase del genere può giustificare il suo sfogo, ma lei saprà sicuramente che ci sono suoi colleghi, che la pensano diversamente da lei che a loro volta vengono definiti degli incompetenti (per non dire altro) da persone "che stanno dalla sua parte".
    Quindi penso che si i social e internet portano determinate persone a ritenersi informati quanto un medico, ma il problema non credo sia questo, il problema serio è che la scienza è evidentemente spaccata a metà e mi dispiace dirlo ma una metà è sponsorizzata dalle stesse aziende che producono i farmaci oggetto di discussione e l'altra metà è semplicemente "indipendente".
    Con questo si sarà già fatta un idea di quale possa essere la mia posizione riguardo a questo argomento ma a differenza di quello che si pensa stimo e rispetto la Vostra professione e non mi permetterei mai di ritenermi alla Vs altezza riguardo a questi argomenti ma credo di essere abbastanza intelligente per ascoltare entrambe le parti e valutare responsabilmente.
    Con questo la saluto e le auguro buon lavoro

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Con questo si sarà già fatta un idea di quale possa essere la mia posizione riguardo a questo argomento

      Non ho discusso di "parti" o posizioni, ho discusso del fatto che su un tema medico, una persona non del campo abbia chiesto ad una del campo "lei che ne sa?". Come se io chiedessi ad un ingegnere che costruisse un ponte "lei che ne sa?" che è una cosa o da pazzi o da persone distaccate dalla realtà.
      Saluti.

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    2. "la scienza è evidentemente spaccata a metà"
      Questa è una stronzata bella e buona, i contrari ai vaccini sono un esigua minoranza e saranno pure indipendenti ma anche loro hanno interessi economici dietro la loro "convinzione" visto che vendo libri sull'argomento, cure costose e spesso omeopatiche o si vendono come periti di parte lautamente pagati nella cause fantasiose per danni da vaccino.

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    3. In effetti si vanno a cercare i soldio solo da un lato.

      Riguardo la scienza spaccata a metà non solo è una stronzata visto che i contrari sono una minoranza ma i numeri dicono impetosamente che i vaccini funzionano e che quando i vaccini non c'erano le persone morivano.

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    4. Solo una persona priva del concetto di "metodo scientifico" oppure in assoluta malafede può affermare che su questo argomento ci sia una spaccatura. L'evidenza scientifica basata sui dati spazza via qualsiasi dubbio sul rapporto costi/benefici dei vaccini. Se poi vogliamo parlare di soldi direi che la vicenda Wakefield sia molto esplicativa sul perchè alcuni medici ci tengano cosi tanto a negare l'evidenza.
      Partendo dal presupposto che tu sia in buona fede forse quello che ti manca è una sana lettura divulgativa che illustri il metodo scientifico.

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  48. Se ci sono persone che dichiarano che i loro pediatri si dicono preoccupati per i 12 vaccini... Credo che l'ordine dei medici ne avra` di lavoro da fare.

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  49. Non è che la fiducia nella classe medica è in caduta libera perchè ci sono medici, virologi, ex premi Nobel che rilanciano il legame vaccini-autismo?

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    1. Se intende montagnier ha anche cercato di dimostrare, fallendo miseramente e facendosi perculare dall'universo mondo accademico, che l'acqua ha memoria e l'omeopatia ha qualche fondamento.

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    2. Lo so.
      Ma se un Di Grazia qualsiasi (si fa per dire!) dice una cosa e un virologo premio Nobel l'esatto contrario, io che faccio il salumiere, non conosco l'universo mondo accademico, e mi fido della classe medica, cosa devo pensare?

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    3. Questo è un problema che secondo me si può risolvere solo attraverso la scuola, istruendo fin da piccoli sulla natura metodo scientifico e sulle sue implicazioni. La vicenda Montagnier mostra in modo plateale come il principio di autorevolezza non conta una beata mi...ia nel mondo della scienza. Se ieri sei stato bravo non significa che se oggi dici una put....ta questa abbia qualche validità.

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    4. Signori, un po' di metodo scentifico ritengo di conoscerlo, pur non essendo pro-vaccini.
      E come me, ritengo che anche altri NO-PRO-Vaccini lo intendano.

      Sono laureato in ingegneria informatica, ho una mente razionale, fin troppo.

      In questo caso non mi basta sapere che i vaccini sono molto sicuri (relativamente ai farmaci in generale)

      Il famoso rapporto rischio/beneficio non è traducibile in linguaggio scentifico.
      E' qualcosa di personale, perchè il rischio è personale.
      Oltre che per me non ci sono ancora gli strumenti per fare un'analisi accurata del rischio.

      A volte le statistiche sono fatte sui grandi numeri solitamente.

      Ad esempio, dicono che c'è un emergenza di morbillo, poi scopri che l'età media dei colpiti è 27 anni.
      Allora qual è il vero rischio/beneficio per i bambini?

      Ad esempio, i vaccini sono sempre stati super sicuri.
      Poi qualche anno fa han tolto il mercurio, tra un po' toglieranno l'alluminio.
      Quindi sono "sicuri" ma un po' "non sicuri", e li migliorano, grazie al progresso scentifico.

      I NO-PRO-Vaccini non sono contro i vaccini, sembra che non si capisca sta cosa molto semplice.
      Semplicemente non li fanno secondo il calendario raccomandato (ora obbligato)


      E per concludere, mio parere personale, trovo più rischioso affidarsi troppo alla scienza/tecnologia piuttosto che alla natura.
      Sono conservatore a riguardo.

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    5. E voglio aggiungere, il metodo scentifico lo insegnano alle superiori.
      Almeno nella maggior parte.

      Non criticate le scelte altrui con disprezzo, così non ci si riuscirà mai a capire

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    6. Le medicine per loro natura sono testate sugli uomini, in ultima istanza.
      Per questo ogni tanto qualcuna la ritirano e qualcuna la modificano.

      Ho letto di chi ha scritto che la medicina non è una scienza.
      Nel senso che la scenza elabora una teoria, la dimostra e la ripete.

      L'essere umano è forse troppo complesso perchè la medicina attuale riesca a riprodurre con affidabilità dei risultati.

      Oppure la posta in gioco è troppo alta per permettere dei fallimenti.

      Per questo nel caso di persone sane, c'è così tanta apprensione a somministrare sostanze esterne (potenzialmente dannose)

      Ogni uomo è un mondo vivente a se, quindi l'approccio di massa non mi pare la via giusta, e per questo c'è l'articolo 32 della costituzione, che dice che ogni individuo non può essere obbligato a particolari cure mediche.

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    7. Il thimerosal si è sempre dimostrato sicuro, fu tolto più che altro per pressione mediatica.
      Riguardo all'articolo 32, dice espressamente che un individuo non può essere costretto a trattamenti medici "se non per disposizione di legge".

      Per il resto gli studi ci sono e anche il rapporto rischi/benefici è stato chiaramente evidenziato come positivo (certo, a meno che uno non speri nell'immunità di gregge, ma in tal caso dovrebbe sperare che gli altri si vaccinino e non propagandare la tesi).
      Oltretutto poiché diversi vaccini proteggono da più malattie, il confronto va fatto con il rischio di tutte le malattie.

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    8. Stupidaggini senza senso, a proposito dell'articolo 32 e le vaccinazioni la corte costituzionale ha emesso una sentenza in merito
      http://www.giurcost.org/decisioni/1994/0258s-94.html
      Di cui le evidenzio un'estratto:
      Su questa linea si è ulteriormente precisato che la legge impositiva di un trattamento sanitario non è incompatibile con l'art. 32 Cost.:

      a) "se il trattamento sia diretto non solo a migliorare o a preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri, giacchè è proprio tale ulteriore scopo, attinente alla salute come interesse della collettività, a giustificare la compressione di quella autodeterminazione dell'uomo che inerisce al diritto di ciascuno alla salute in quanto diritto fondamentale (cfr.sent. 1990 n. 307)

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    9. E per concludere, mio parere personale, trovo più rischioso affidarsi troppo alla scienza/tecnologia piuttosto che alla natura.

      La stessa natura che ogni tanto mandava vaiolo e peste, giusto? Eh, bei tempi quando l'umanità non poteva crescere più di tanto perché la natura la falcidiava...

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    10. Io sono stato chiaro, non sono contro i vaccini, ma preferisco farli in età più avanzata. E, secondo me, è la posizione della maggioranza NO-PRO-Vaccino.

      La corte costituzionale si è espressa contro i 4 vaccini obbligatori alla data della sentenza.
      (ricordando l'amarezza di sapere che l'obbligo dell'Epatite B nasce all'ombra di uno scandalo di tangenti)

      Adesso si dovrebbe esprimere riguardo l'obbligo di 12.
      Obbligo richiesto da un decreto legge
      Obbligo richiesto senza un evidente stato di emergenza straordinario

      L'articolo 32 deve ricordare che la salute della persona è un argomento molto importante e le decisioni dovrebbero essere prese dopo attente valutazioni.

      Devo confessare che mi piacerebbe sapere la ragione intima di tutti quelli che difendono l'obbligo dei vaccini.
      Sicuro ci sono i medici e scienziati che difendono la categoria.
      Poi ci sono i fedeli della scienza che difendono il loro credo.
      Forse queste due categorie sono quelle che compaiono maggiormente nei commenti, ma mi piacerebbe sapere i genitori di figli vaccinati perchè si battono con così tanto ardore.


      Ultima considerazione, reputo la natura molto più potente di qualsiasi tecnologia e scienza, e per me è importante cercare di conviverci, interferendo o alterandola il meno possibile.
      Discorso molto soggettivo e generico.

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    11. o sono stato chiaro, non sono contro i vaccini, ma preferisco farli in età più avanzata.

      Il che rende il tutto inutile, perché bisogna vaccinare TUTTI appena possibile, altrimenti le malattie continueranno a circolare tra i più giovani

      Devo confessare che mi piacerebbe sapere la ragione intima di tutti quelli che difendono l'obbligo dei vaccini.

      La mia è facile: non voglio rischiare di prendere una malattia potenzialmente letale. E non voglio che, ad esempio, rischino mio fratello, i miei nipoti piccoli e magari nemmeno i bambini che vengono in studio da me a farsi fare una dieta. È una questione di sicurezza.

      Sicuro ci sono i medici e scienziati che difendono la categoria.
      Poi ci sono i fedeli della scienza che difendono il loro credo.


      Non so se mi metti in chi difende la categoria (scienziato) o in quelli che difendono il proprio credo, io trovo che la mia spiegazione sia si un razionale disarmante.

      Forse queste due categorie sono quelle che compaiono maggiormente nei commenti, ma mi piacerebbe sapere i genitori di figli vaccinati perchè si battono con così tanto ardore.

      Ehm... perché non concepiscono l'idea che un genitore possa volere il male del proprio figlio non vaccinandolo, magari?
      "non devi vaccinare tutti i tuoi figli, solo quelli che vuoi che rimangano in vita" diceva una frase letta non so dove

      Ultima considerazione, reputo la natura molto più potente di qualsiasi tecnologia e scienza, e per me è importante cercare di conviverci, interferendo o alterandola il meno possibile.

      Io invece reputo la distinzione natura-uomo totalmente irrilevante. La realtà al di là dell'essere umano se ne frega di quello che succede e ci succede. Che l'essere umano si estingua o che l'intera vita sulla Terra si estingua, gli unici a preoccuparcene saremmo sempre e comunque noi.

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    12. mah, credo che il 99,99% degli addetti al settore (che mi auguro, quanto prima, diventino 100%: non c'è posto per stregoni e saltimbanchi tra i camici bianchi) difenda i vaccini e li voglia obbligatori per i minori perché la massa, in ambito medico, è incompetente, ignorante, presuntuosa e saccente.
      Perchè in primis si tratta di TUTELARE la salute dei minori e della collettività da malattie tranquillamente prevenibili, con una percentuale di rischio infinitesima e trascurabile.
      Intervengo inoltre sul problema della comunicazione medico-paziente: in realtà molto spesso il problema nasce dal fatto che il paziente non ha le risposte che vorrebbe sentire. Se uno in capa sua è convinto che i vaccini facciano male e siano pericolosi perchè 4 criminali sostengono sull'argomento tesi palesemente false ed antiscientifiche, hai voglia a spiegare che:
      a) l'epoca pediatrica è l'epoca più indicata per fare quasi tutte le vaccinazioni, perché in quell'epoca le malattie sono più aggressive e pericolose;
      b) l'organismo umano è esposto ogni giorno a centinaia, migliaia di antigeni, decisamente più pericolosi ed imprevedibili della decina contenuta in un esavalente o qualsivoglia vaccino;
      c) il grosso degli effetti collaterali è trascurabile: dolore, pianto, arrossamento, transitorio movimento febbrile (decisamente più raro). Ora mi rendo conto che veder "soffrire" un infante può essere un duro colpo per un genitore però, tenuto conto che alla fine un bambino piange strilla e si dispera pure quando il prete lo battezza, direi che evitare nell'ordine una meningite da Emofilo B, l'epatite B, la poliomelite, il tetano, la pertosse, la difterite valga la candela, tenuto conto delle conseguenze devastanti che le stesse malattie possono avere;
      d) la maggior parte delle reazioni avverse "serie" è a meccanismo immuno-allergico: quindi il vaccino non fa altro che "rivelare" un problema che prima o poi si sarebbe comunque posto, incontrando l'agente infettivo, uno degli eccipienti o uno degli adiuvanti "al naturale";
      e) non esistono, allo stato attuale, indagini pre-vaccino affidabili e validate. Inoltre, per il motivo di cui sopra, se esistessero, sarebbero con ogni probabilità test di suscettibilità genetica all'agente infettante, non al vaccino (traduco: se io ho un'anomalia genetica che mi determina ipersensibilità al virus influenzale, il vaccino potrebbe causarmi una serie di reazioni dal rossore allo shock anafilattico, che ovviamente rischierei anche contraendo la malattia, con l'aggravante appunto di trovarmi di fronte ad un virus vero e non ad uno inattivato o attenuato);
      f) per i soggetti "allergici" o comunque a rischio di reazioni avverse esistono tutta una serie di misure cautelative atte a prevenire sorprese;
      g) a fronte di un pianto greco dove sembrerebbero esserci migliaia di famiglie rovinate dai vaccini, la realtà dei fatti (i dati di sorveglianza sanitaria) dicono che le persone realmente e seriamente danneggiate si contano sulle dita di una mano.
      Resterà della sua opinione e potrebbe succedere di dover leggere "scusi ma lei che ne sa?". Anche se tu le malattie infettive le vedi e le curi ogni giorno.

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    13. La soluzione ci sarebbe, esentare tutti gli antivaxx dalla tassazione relativa al SSN, esentarli da vaccini e tutto il resto e poi relegarli in qualche isola di loro gradimento, con un bell'embargo per evitare che mettano a rischio chi alla salute ci tiene. Se poi succede loro qualcosa possono accedere alle prestazioni del SSN solo pagando il costo pieno. Vediamo quanto resistono.

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    14. @Giovanni Parrella

      Sei riuscito, in solo sette punti, a riassumere in maniera chiara e perfettamente comprensibile a chiunque tutta la questione vaccini e rischi correlati.

      Magari tutti gli operatori sanitari comunicassero così!

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    15. Ultima considerazione, reputo la natura molto più potente di qualsiasi tecnologia e scienza, e per me è importante cercare di conviverci, interferendo o alterandola il meno possibile.

      Prova a tenere questo dibattito con un metodo naturale.... non sapresti nemmeno da dove cominciare.

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    16. Perchè alcuni genitori sostengono le vaccinazioni....

      http://www.corriere.it/salute/pediatria/14_aprile_21/meningite-non-lascia-scampo-storie-genitori-che-lottano-ea50c574-c963-11e3-8f30-ecd4cc57e75b.shtml

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  50. "Non è che la fiducia nella classe medica è in caduta libera perchè ci sono medici, virologi, ex premi Nobel che rilanciano il legame vaccini-autismo?"



    O magari perché ci sono alcuni (anche pochi, chissà) medici che di fronte ala scelta "curare davvero" o "fare soldi", scelgono la seconda?



    Via omeopatia, o medicina alternativo-olistica, o quantica, o cavalcando bufale consolidate o anche dell'ultimo minuto, si tratti di usare fiori di Bach contro l'Ebola o lo yogurt per contrastare tumori...

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    1. rispondere è tempo sprecato... basta lasciar fare alla natura il suo corso. La razza umana presto scomparirà

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  51. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  52. Grandissimo dr. Di Grazia, di fronte ad articoli come questo ogni parola in più sarebbe inutile.
    Per quel che vale ha la mia stima.
    Tante cose, arrivederci.

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  53. Mi pare di ricordare che fu Giovanni Sartori a dire che, nei sondaggi, prima (o invece) di chiedere ai passanti "cosa ne pensa lei di..." bisognerebbe chiedere "cosa ne sa lei di...". Comunque il problema è grandissimo e non riguarda solo la medicina, ma tutto lo scibile umano. Stiamo scivolando verso il medioevo. L'equivoco di fondo secondo me sta nel fatto che le cognizioni scientifiche sono date per certe nell'opinione comune mentre, come diceva Popper, sono solo vere fino a prova contraria. La scienza è la madre del dubbio, non della certezza. La gente allora la mette sullo stesso piano di qualsiasi altra ipotesi che però non è stata formulata sulla base del metodo scientifico. È così che in un ipotetico dibattito sulla sfericità della Terra, l'intrattenitore di turno ci farà anche ascoltare l'opinione del fautore della Terra piatta... così... per par condicio!!! Ed il nuovo medioevo avanza!

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    1. ...e alla fine ci si accorderà su una soluzione di compromesso
      https://www.google.it/imgres?imgurl=http%3A%2F%2F3.bp.blogspot.com%2F-bmD0c-Ga5-M%2FVkYMjD9nzGI%2FAAAAAAAAPHo%2FXtQqKi1OFhY%2Fs1600%2FSintesi59-un-opera-di-Armando-Testa-a-Porta-Susa.jpg&imgrefurl=http%3A%2F%2Fblog.squareimmobili.it%2F2015%2F11%2Fsintesi-59-punt-e-mes-un-tributo-ad.html&docid=mNUmgehIcrAlrM&tbnid=Yq__vDD72uV2DM%3A&vet=10ahUKEwiqgNGvw7DUAhViIJoKHU0FBi8QMwiLAShKMEo..i&w=450&h=295&bih=689&biw=1514&q=punt%20e%20mes&ved=0ahUKEwiqgNGvw7DUAhViIJoKHU0FBi8QMwiLAShKMEo&iact=mrc&uact=8

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  54. Leggo nel testo e nei commenti che "il vaccino esavalente non sono sei vaccini ma un vaccino che provoca una immunizzazione contro sei malattie": vero, ma va detto che è fatto da un mix di sei antigeni e non da un solo antigene. Scrivo questo perché "vaccino" è associato a "antigene". Sarebbe bello se qualcuno trovasse un solo antigene che stimolasse la produzione di sei anticorpi diversi! Ovvero che sei agenti patogeni diversi (virus e germi insieme) condividessero un comune antigene il quale, stimolando la produzione di anticorpi opportuni, desse una immunizzazione crociata (mi pare di ricordare che in certi casi peraltro questa cosa possa anche avvenire).
    Infine vorrei indicare un vecchissimo ma carino cartone animato di Walt Disney sui vaccini, lo si può vedere qui: https://www.youtube.com/watch?v=-QSgOVzjPL0

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  55. Stadero, almeno metti un link visibile un po' ovunque e non bandito nella maggior parte dei paesi dell'UE...

    Tipo questo, per dire:

    https://archive.org/details/DefenseAgainstInvasion

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    1. Grazie CimPy per il link. Ho messo Youtube proprio perché mi sembrava più generico. In effetti non abito nella UE e a me il link Youtube mi funziona.

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  56. Si sta spostando il tema ... il consenso informato voluto appunto per erudire il paziente sulle conseguenze delle procedure mediche esiste.
    Poi è assolutamente vero che oggi i medici devono attrezzarsi di capacità di sintesi, conquistare la fiducia dei pazienti, chiedere scusa se hanno sbagliato qualcosa e demandare a persone più competenti se non sono all altezza della diagnosi.
    Ma il tema è il vaccino e non c'entra nulla con il pronto soccorso che aimè in alcuni casi produce sfiducia e danni.
    Ribadisco il concetto che i vaccini sono studiati dalla comunità scientifica e non dai semplici medici... che esistono ricerche internazionali che riguardano professionisti di varie tipologie che dedicano la propria vita per questo.
    Augurare il male alle persone non è mai un gesto benevolo.
    I medici devono assolutamente comprendere che oggi hanno di fronte a sè persone in grado di capire bisogna avere pazienza e tanta amorevolezza.

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